BORSA GIAQUINTO, IL LUSSO MADE IN NAPOLI. COSA NE PENSO?

Gennaro Giaquinto è uno di quei pellettieri temprati dalle fabbriche napoletane degli anni ’60, in cui i ritmi di lavoro erano dettati dal boom economico e dalla netta ripresa del Paese. Altri tempi, altre produzioni.

Ebbene, quegli anni spesi in fabbrica saranno le Radici di un’altra esistenza, quella che oggi conosciamo come Giaquinto bags.

Ma il cammino è stato lungo.

Nel 1998, infatti, Gennaro, con il supporto dei figli Claudio e Paolo, decide di mettersi in proprio: la piccola impresa si chiamerà GiuliapelSas e si occuperà di produrre borse ed accessori per alcuni brand famosi, come Paciotti e, in seguito, Dior.

Dopo qualche anno, nel 2002, l’azienda cambia nome e location, aprendo la P&C a Casandrino (provincia di Napoli); La famiglia Giaquinto produce ancora per Dior, ma le cose non vanno bene come in precendeza. Dopo una crisi economica, che si attenuerà grazie ai lavori commissionati da ulteriori brand (Gucci e Prada), le cose cambiano, iniziando a dirigersi verso un magico decollo.

Una joint venture con Dior, assieme ad una produzione esclusiva per il marchio europeo, la P&C cresce notevolmente, arrivando ad assemblare 2mila pezzi a settimana.

Da qui in poi, grazie all’ innovazione tecnologica e ad un’ottima organizzazione del lavoro, l’azienda familiare non vedrà ostacoli verso l’ascesa al mondo della moda.

Nel 2014 nasce l’idea del brand Giaquinto bags, e nel 2017 viene effettuata la prima produzione.

Da terzisti del lusso, i fratelli Giaquinto diventano ideatori e propietari di un marchio proprio, una vera eccellenza partenopea.

Sì, in effetti, nel racconto di questa storia non riesco ad essere una narratrice obiettiva! Ammetto che sono un po’ di parte, poichè si tratta di un pezzo di Napoli; e si tratta della Napoli che più mi sta a cuore, quella dell’inventiva, della generazione di idee e del capovolgimento delle aspettative comuni. Ogni tanto, c’è il bisogno di sottolinearlo e gridarlo, se è il caso: Napoli è viva e produce eccellenze; Napoli lotta, ogni giorno, contro la sua parte malata, cercando terapie efficaci.

A tal proposito, come ti ricordo spesso, Comprare Originale significa boicottare il sistema criminale della contraffazione che inquina gran parte della sana pelletteria napoletana, abusando dei suoi migliori artigiani!

E comprare originale non significa “spendere” cifre astronomiche; significa scegliere un prodotto confezionato con cura ed onestà, magari da un piccolo artigiano di quartiere.

L’UNICITÁ, PIÙ CHE UN LOGO, RACCONTA CHI VUOI ESSERE!

VI PRESENTO LA MIA BORSA GIAQUINTO…

Il brand Giaquinto, come abbiamo visto, affonda le sue conoscenze nella produzione per terzi; pertanto, Claudio e Paolo, i due fratelli fondatori del marchio, sanno bene cosa chiede il pubblico e in che modo.

E SE FACESSIMO UN PRODOTTO DI LUSSO, CON UN DESIGN TUTTO ITALIANO E UNA STRUTTURA NUOVA? MAGARI ISPIRANDOCI ALL’ARTE…

Mi immagino pronunciarli queste parole durante il brainstorming iniziale!

Sì perchè la borsa Giaquinto che ho acquistato prescinde, totalmente, le strutture viste in precedenza, presentandosi con un design tutto suo.

In effetti, il marchio napoletano si è ispirato alle tendenze e agli accessori delle luxury bags, arricchendole con nuovi concept:

  • minimalismo
  • colori definiti
  • essenzialità

(GUARDA SUBITO IL VIDEO DELLA RECENSIONE ALLA BORSA GIAQUINTO E SCOPRI TUTTI I DETTAGLI TECNICI)

Ho scelto una borsa del modello Tote Holly, dal colore neutro ma sofisticato; il colore è una delle cose che più amo di questa borsa!

Tuttavia, non è stato molto facile acquistarla: questo è uno degli aspetti da migliorare, a mio avviso. Infatti, in fine, l’acquisto l’ho fatto sul portale Farfetch , mai provato fino ad oggi; devo ammettere che è abbastanza efficiente, in quanto la borsa mi è stata recapitata in soli due giorni.

Le dimensioni della borsa non sono quelle a cui, normalmente, faccio riferimento: la borsa è un po’ piccina per i miei standard, ma si presenta molto gradevole nella sua struttura innovativa. Un disegno, insomma, che non ho mai visto prima.

La borsa non possiede una chiusura generale, ma solo le cerniere per le tasche interne: quest’aspetto può risultare poco efficiente in riferimento alla funzionalità, ma sottolinea, ancora una volta, lo stile “alternativo” del brand.

È una borsa di qualità. Emerge la ricercatezza dei materiali e l’attenzione per gli accessori sofisticati.

Del resto, si tratta di un prodotto che si inserisce, naturalmente, nella fascia alta: i prezzi delle borse variano dai 300 euro fino agli 800 euro (e anche di più), dirigendosi vero un target specifico, ossia le donne tra i 25 e i 35 anni che amano indossare borse ed accessori sofisticati e di qualità, non senza escludere uno stile fashion e di tendenza.

All’interno della borsa, un mini-libretto informativo mi indica la lavorazione del prodotto, rigorosamente italiano. Sarebbe stato carino trovare anche riferimente al Made in Napoli, ma queste sono scelte comunicative dettate dagli obiettivi dell’azienda, circa l’affermazione della propria identità.

La Borsa Gianquinto è PROMOSSA!

QUANTO HO PAGATO LA MIA BORSA? NE È VALSA LA PENA?

QUALI VOTI HO DATO ALLE CUCITURE, ALLA TINTURA E ALLE RIFINITURE?

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