LA BORSA COSTOSA NON TE L’HA PRESCRITTA IL MEDICO! IL LUSSO NON E’ PER TUTTI

Una borsa Hermès in pelle di coccodrillo arriva a costare anche 14 mila euro. Una borsa basic, invece, la troviamo sul sito ufficiale a 3 mila euro, 2 mila e così via. In media, i prezzi delle borse di Hermès sono alti. Così come Prada, Louis Vuitton, Gucci

Non senza ragione, infatti, si parla di “Brand del Lusso”.

Le critiche, a riguardo, sono innumerevoli e costanti, poichè, per alcuni, è inaccettabile che una borsa possa costare tanto. Ci si dimentica, a volte, che viviamo in un’epoca governata dall’acquisto, dalle tendenze e dal consumismo spietato.

Tuttavia, la cosa che, maggiormente, ci sfugge è che i Brand del lusso hanno fatto una scelta precisa: hanno deciso che il loro pubblico di riferimento è costituito da un Target di fascia alta.

Le borse che mettono in vendita, nelle boutique e sui siti ufficiali, non sono nate per creare una corsa all’acquisto sofferente, nè per imporsi al popolo intero. Tali prodotti sono stati ideati per un pubblico specifico: i ricchi.

La stratificazione sociale, in base al fattore economico, esiste da sempre, o per lo meno,  fin da quando la “distinzione” non è più avvenuta in base al sangue (fattore nobiliare), ma al denaro e, quindi, all’appartenenza ad una specifica classe.

Sia chiaro, intendo riferirmi, esclusivamente, al potere d’acquisto e alle nicchie che ne derivano. E’ esclusa, totalmente, dai miei argomenti la sfera giuridica e socio-politica. Voglio essere chiara circa questo punto, poichè nell’era della fruizione 3.0, diventa tutto facilmente fraintendibile.

Dicevamo, il potere d’acquisto. Determinati brand dirigono la loro vendita verso una fetta ben precisa del mercato, e organizzano l’intera produzione in base a questo.

Molte volte ho ascoltato diverse affermazioni circa i Marchi del lusso e la logica del prezzo:

Perchè mettono prezzi così alti, se, al contrario, pagano poco i terzisti?

Perchè impogono questi prezzi, se, invece, producono all’estero risparmiando sulla manodopera?

Vendono a prezzi esorbitanti e poi sfruttano i bambini dei paesi in via di sviluppo!

Ebbene, queste affermazioni non hanno nessun riscontro oggettivo  con i dati reali. A me, come al resto del mondo informato, non risulta che Prada, ad esempio, faccia cucire le sue borse ai bambini meno fortunati.

Al contrario, ho letto alcuni report e diverse denunce contro i colossi dell’abbigliamento commerciale, i quali avrebbero avviato le produzioni nei paesi meno abbienti, ricavando la maggior parte degli introiti dallo sfruttamento di una manodopera sottopagata e costituita anche da minorenni (Cambogia, India, Bangladesh, etc.).

Molti già sono a conoscenza del fatto che io sono una terzista e producono borse per un noto brand del lusso; per cui, conosco bene l’altra faccia della questione. Conosco le dinamiche che riguardano le produzioni di un Marchio affermato a livello globale e, senza alcuna censura, posso ammettere che le regole e la disciplina, nel lavoro, sono imprescindibili per queste aziende. PERCHE’?

Perchè un Brand lussuoso ed autorevole non può permettersi di rischiare la faccia ( e la vita) per una manciata di euro.

Le grandi catene della moda commerciale a cui, prima, ho fatto riferimento, guadagnano grazie alla quantità. Mentre, un brand del lusso lavora sulla qualità.

Ed è proprio la continua rcerca di qualità che giustifica, secondo questa logica, il prezzo del prodotto sul mercato.

Dietro una borsa di Louis Vuitton, si cela un intero universo sconosciuto:

  • Ideazione
  • Disegno
  • Progetto
  • Ricerca di materiali
  • Ricerca di accessori
  • Produzione
  • Supervisione della produzione
  • Rifiniture
  • Controllo di qualità

… E molti altri steps tra una fase e l’altra, i quali rendono la borsa in questione ciò che è: un oggetto che rasenta la perfezione.

La ricerca costante di Perfezione e di Originalità sono i cardini su cui ruota tutto il lavoro dei Grandi Brand. E i grandi brand non auspicano a diventare Universali; al contrario, vogliono rappresentare il Particolare.

Non vogliono essere alla portati di tutti, ma preziosi, nelle mani di Pochi.

Tutto ciò, agli occhi delle persone, è vista come una DISCRIMINAZIONE.

Secondo la maggior parte dei consumatori, questa scelta di riferirsi solo ad una fetta di popolazione, è un’azione discriminatoria e classista. Degna dell’ingiustizia che governa il mondo.

Ma a mio parere non è così.

Io non posso acquistare la borsa Prada dal valore di 4 mila euro, ma non per questo mi sento discriminata o tagliata fuori.

Questo perché amo le Borse e non le considero uno strumento volto alla comunicazione del mio Status Quo, ma piuttosto un accessorio che sia portavoce della mia identià.

Pertanto, adoro andare alla ricerca di brand minori che propongono prodotti di qualità, ma a prezzi più contenuti, e che attingano alla nostra storia artigianale per creare una borsa autentica. Infatti, compro spesso Made in Italy (e, negli ultimi anni, Made in Napoli, clicca qui per qualche consiglio).

Purtroppo, però, sempre più frequentemente, accade che le persone impossibilitate ad acquistare una borsa di lusso, preferiscano la via della Contraffazione.

E’ come se si trattasse di un’azione quasi indispettita:

Mettono i prezzi così alti, allora io compro la borsa falsa! Peggio per loro!

Ma il dispetto o, in un certo senso, il colpo basso non sarà rivolto ad Hermés, a Prada o a Forbes. L’acquisto di un prodotto contraffatto è un’azione che andrà a danneggiare Te, tuo figlio, i lavoratori onesti e l’intero sistema economico del tuo territorio.

Sì, perchè i tuoi soldi entreranno nel circolo vizioso del mercato illegale e della criminalità, non certo nel flusso dei portafogli onesti.

Scegliere di spendere i tuoi risparmi in questo modo, non farà altro che alimentare il Sistema che, a tuo modo, stai cercando di combattere!

La vera oligarchia al potere, che mette in ginocchio la povera gente e i negozi onesti del tuo quartiere, è proprio la Criminalità organizzata.

Il tuo nemico non è la Boutique di Gucci della via esclusiva della tua città, ma il camorrista che vive nel tuo quartiere e che da “il lavoro ai giovani”… un lavoro senza contratto, senza garanzie, senza orari e senza dignità.

Per cui, provocatoriamente ti dico, cara amica e/o caro amico:

LA BORSA DI HERMES NON TE L’HA PRESCRITTA IL MEDICO!

MA L’ACQUISTO DI BUON SENSO, TE LO PRESCRIVE LA COSCIENZA.

E’ la presenza di alcune contraddizioni evidenti che, spesso, mi fa riflettere. Quando parlo con qualche amica, la quale mi dice, che ha speso di più al Supermercato perchè il prosciutto che ha comprato è di qualità, allora vorrei rivolgere una domanda al pubblico intero:

Perchè accettare di pagare di più, per qualcosa che considerate di Qualità superiore, è una prerogativa che attuate solo in alcuni settori e in altri no?

Questa dovrebber essere, con le dovute eccezioni, una legge quasi universale, derivante, soprattutto dalla logica. E’ la ricerca di Qualità che deve spingervi ad un acquisto consapevole e, soprattutto, in linea con la vostra identità e le vostre possibilità. Nient’altro. Per cui, scegliete anche con il cuore: scegliete gli artigiani della vostra città e boicottate la Contraffazione!

COSA NE PENSI DI QUESTO POST? SEI D’ACCORDO CON LE MIE ARGOMENTAZIONI? QUALI MARCHI SCEGLI DI SOLITO? CONFRONTIAMOCI SU QUESTO TEMA COSI’ CONTROVERSO!

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