LA BORSA VEGAN MELIE BIANCO: DALLA PLASTICA ALLA QUALITÁ…

Dopo molte richieste, arriva finalmente la mia recensione ad una borsa vegana. Cresce sempre di più il numero delle persone che scelgono di acquistare meteriali alternativi alla pelle; e non si tratta, eslcusivamente, del pubblico animalista: la tendenza vegan raccoglie anche consensi tra i soggetti che fanno una Scelta Etica legata alla sostenibilità ambientale, in senso più generale.

Per cui, a mio parere, è importante scegliere bene, visto che lo spirito di questi acquisti è profondamente legato a motivazioni ideologiche, molto sentite.

E, devo ammettere, che ho trovato un mondo, mentre ero alla ricerca della mia borsa vegan!

Purtroppo, può capitare, in questo settore, di essere “truffati“, in un certo senso: sì, perchè il vegan leather non è altro che finta pelle, ricavata dalle materie plastiche e affini. Pertanto, una lavorazione approssimativa, o senza coscienza, potrebbe risultare dannosa per l’ambiente, a causa dello smaltimento inadeguato di qualche sostanza o all’uso inappropriato di colle, addensanti o tinture.
Tuttavia, mi sono imbattuta in belle realà: ci sono molti brand interessanti che lavorano in quest’area in espansione, innovativi anche nel design e nella comunicazione.

Il brand che ho scelto, Melie Bianco, è stato PETA AWARD WINNER, cioè ha ricevuto un premio dall’associazione Peta UK (People for the ethical treatment of animals), la quale da oltre trent’anni si attiva per salvaguardia dei diritti degli animali sul pianeta.

Insomma, un riconoscimento considerevole nel mondo animalista. Molte aziende della moda, infatti, si spingono sempre di più verso quest’universo, sebbene sono contro-bilanciate da altre che producono, ancora, pellicce vere con pelli di animali pregiati, cioè uccisi solo per questo.

Non intendo prendere parte alla questione etica del mondo vegan, o di matrice ambientalista: mi limiterò a giudicare la borsa, nei suoi dettagli tecnici e nella sua qualità. Tuttavia, già ho espresso, in passato, il mio totale dissenso vero la produzione delle pellicce.

COM’È LA BORSA MELIE BIANCO CHE HO SCELTO?

Appena “spacchetto” la borsa noto, subito, una piacevole sorpresa: non puzza! (GUARDA SUBITO IL VIDEO DELLA RECENSIONE ALLA BORSA!)

In effetti, per diverse ragioni, mi aspettavo un odore diverso. Prima fra tutte, il materiale adoperato: il poliuretano, che è un materiale sintentico simile al pvc. Cioè un ricavato della plastica.

In secondo luogo, mi aspettavo un odore legato al “viaggio”. Sì, perchè la borsa mi è arrivata dagli Stati Uniti, ma prima di affrontare questo viaggio ne ha fatto un altro, dalla Cina.

PROPRIO COSÍ: LA BORSA MELIE BIANCO È MADE IN CHINA.

Questa caratteristica potrebbe “tozzare” un po’ con le istanze vegane, siccome le campagne contro la Cina, in merito al rapporto con gli animali, ne sono moltissime, da parte di molte associazioni animaliste.

Ma, sul sito ufficiale, il marchio informa circa i numerosi controlli che vengono effettuati, sia per quanto riguarda la lavorazione, sia per la qualità del lavoro dei dipendenti (anche su questo la Cina, non ha un’ottima fama!).

La cosa che mi è piaciuta e che apprezzo notevolmente è la trasparenza dell’azienda: producono in Cina e lo dicono! Fanno sapere, senza problemi, al pubblico la loro filiera.

La borsa che ho scelto è un modello Chloe Bag, sulle tonalità del cuoio, con gli accessori in oro; gli accessori della borsa, inoltre, sono tutti logati o numerati.

Il logo è anche presente sulla facciata, ben in vista.

COSA MI PIACE?

  • La Struttura della borsa sembra molto funzionale >> le tasche interne, capienti e ben messe, creano una “borsa nella borsa”.
  • Il Materiale, contro le mie aspettative, è molto morbido >> questo permetterà alla borsa di vivere bene l’usura del tempo.

COSA NOTO DI CRITICO?

  • Le Rifiniture lasciano a desiderare in alcuni punti di cucitura e di tintura; per la cucitura, probabilmente, si tratta di dettagli passati inosservati al controllo qualità. Mentre per la tintura, la causa sarà legata al tipo di materiale sottoposto ad alte temperature.

ATTENTE AI COSTI!

La borsa, sul sito, aveva un prezzo pieno di 90 dollari, ma avendo ricevuto una promozione, ho usufruito dello sconto.

Uno sconto, che tuttavia, non ho avuto in realtà: su alcuni prodotti ci sono i dazi di importazione, che ho dovuto pagare quando mi è stata consegnata la borsa.

Inoltre, le spese di spedizioni sono state abbastanza rilevanti siccome il prodotto veniva da oltreoceano.

In definitiva, tra i dazi da pagare e la spedizione, il mio sconto l’ho usato per ricevere la borsa!

Ma, in questo caso, ne è valsa la pena poichè si tratta di una borsa “economica”. In altri casi, in cui i prezzi sono maggiori, i dazi saranno proporzionati a questi, e quindi molto alti!

In effetti, tra le note descrittive del brand c’è anche la scelta di essere un luxury abordable, ossia un lusso accessibile. Infatti, i prezzi sono molto arginati.

LA BORSA MELIE BIANCO È PROMOSSA?

lo è! La borsa mi piace ed è di qualità, quindi la promuovo!

Ma mi piacerebbe conoscere altri brand vegan, magari più “vicini”. Vorrei andare alla scoperta di marchi italiani che si sono affacciati sul vegan leather e fare nuove recensioni su un’altra faccia del Made in Italy, così pieno di risorse!

Per cui, se conosci un marchio italiano che produce borse vegan, contattami e dammi le tue info!

GUARDA LA RECENSIONE DELLA BORSA MELIE BIANCO E SCOPRI TUTTI I DETTAGLI IMPORTANTI!

SE ANCHE TU HAI AVUTO UN’ESPERIENZA MELIE BIANCO E VUOI DIRE LA TUA, OPPURE HAI UN ALTRO BRAND VEGAN DA SUGGERIRMI >>> SCRIVI QUI SOTTO!

SE AMI IL MONDO DELLE BORSE E VUOI CONOSCERE TUTTI I RETROSCENA DELLA PELLETTERIA MADE IN ITALY >>> LEGGI LA MIA STORIA!



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