RECENSIONE AD UN EVERGREEN: LA BORSA DA LAVORO THE BRIDGE

Nel video che ti propongo in questo post,  ti parlerò di un brand che ha fatto la storia, o se vogliamo, incarna esso stesso la Storia delle borse da lavoro: The Bridge.

Appare curioso che il nome del marchio, al principio, non era questo, ma “Il Ponte s.p.a.”, mantenendo un naming ancorato al territorio. Ma nel 1975 arriva la decisione di adottare un linguaggio più internazionale, creando il marchio The Bridge; probabilmente la sceltà può essere attribuita alle intenzioni di estendere il proprio mercato oltre i confini nazionali, o ancora, di richiamare nel nome del brand lo stile english che caratterizza le borse professionali The Bridge.

Tuttavia, sarà solo nel 1987 che il Laboratorio Artiginale di Scandicci si trasformerà in una vera e propria azienda, la quale resterà per molti anni il simbolo del Made in Italy e della Pelletteria Toscana.

The Bridge si contraddistingue per l’utilizzo dei materiali classici, come il cuoio e pelle, che, con l’usura del tempo, acquisiscono un aspetto “vissuto” e affascinante.

Tuttavia, accanto a questi materiali, negli ultimi anni, si sono affiancati quelli più innovativi, come il canvas, i tessuti spalmati e quelli tecnici di ultima generazione. Ma senza togliere mai ai prodotti finali quel taglio classico che tanto piace ai professionisti adulti.

QUAL E’ IL TARGET?

  • Uomo o donna dai 45 ai 60 anni
  • I professionisti che prediligono una Borsa da Lavoro classica, dallo stile english, che possa comunicare l’autorevolezza della propria “esperienza”

Quando parliamo di The Bridge, insomma, ci riferiamo ad un Evergreen della moda, divenuto, negli anni, simbolo di prestigio (lavorativo) e di eccellenza (pellettiera).

Le sue borse da lavoro, infatti, molto spesso rappresentano il regalo che si acquista per un neo-laureato o per un professionista che ha, da poco, superato un importante step di carriera.

Una delle curiosità forse più emblematiche degli ultimi tempi è l’acquisizione delle quote The Bridge da parte di un competitors più giovane, Piquadro.

PERCHE’ PIQUADRO HA ACQUISTATO L’80% DEL PACCHETTO AZIONARIO DI THE BRIDGE?

  • Perchè se non puoi distruggere il competitor che lavora nella tua stessa “nicchia”, allora lo compri.

Se è vero che i due brand hanno, probabilmente, dei target lievemente differenti, è anche vero che si occupano del medesimo settore, ossia la Pelletteria e le Borse da viaggio e da lavoro per professionisti.

ED IO HO SCELTO PROPRIO UNA BORSA DA LAVORO!

LA MIA BORSA THE BRIDGE E’ STATA DISEGNATA DA PININFARINA, UNO DEI FAMOSI DESIGNER CHE HA COLLABORATO CON IL MARCHIO TOSCANO.

Ho scelto una borsa dal colore basic, quasi per pigrizia!

Sì, perchè il cuoio è facilmente abbinabile ai diversi outift che si scelgono al mattino … a volte con cura, altre volte con la disperata fretta di chi ha spento la sveglia “involontariamente”!

SONO CONTENTA DELLA MIA BORSA THE BRIDGE?

Sì, lo sono. Si tratta di una borsa di alta qualità, con materiali ricercati e le cuciture impeccabili. Non posso dire lo stesso della tintura, che in effetti, mi ha lasciata un tantino dubbiosa!

Inoltre, la scelta da parte di una donna di acquistare un modello THE BRIDGE deve essere attribuita, principalmente, alla volontà di sfoggiare un pezzo di storia, più che alla ricerca di tendenza!

Le borse da lavoro The Bridge non sono modaiole, nè disegnate con spinte femminili. Al contrario, vengono “forzatamente” proposte come Unisex, anche se seguono PALESEMENTE  un taglio maschile.

MA ANDIAMO OLTRE LE PAROLE:

CLICCA QUI E VEDI LA RECENSIONE E L’ANALISI TECNICA DELLA MIA BORSA DA LAVORO THE BRIDGE.

Ad oggi, la rete distributiva di The Bridge, in Italia, è di circa 600 punti vendita, aggiunti ai 700 sparsi nel resto del mondo.

COSA PENSI DI QUESTO POST? TI E’ STATO UTILE? COMMENTA QUI SOTTO SE HAI AVUTO ANCHE TU UN’ESPERIENZA THE BRIDGE E CONFRONTIAMOCI!

 

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