LA BORSA NERO GIARDINI E LA STORIA DI UN IMPRENDITORE CORAGGIOSO

L’ottimismo è la miglior qualità per un imprenditore, secondo Enrico Bracalente, il patròn di Nero Giardini; ma tra le diverse qualià, c’è ache il  coraggio.

E la storia di Enrico è proprio una di quelle storie che si può definire “di coraggio”, se vogliamo. Non era un ragazzo ricco di famiglia, nè figlio d’arte. I genitori erano contadini ed il giovane delle marche ha iniziato la sua “carriera” come garzone in un calzaturificio.

Tuttavia, riuscì a mettere da parte alcuni risparmi, 3 milioni e mezzo di lire: questo fu l’investimento iniziale che, negli anni, ha portato alla creazione di un brand Made in Italy, famoso nel mondo e ancorato in Italia, nel paese di origine, a Monte San Pietrangeli, in provincia di Fermo.

Il piccolo gruzzoletto servì a Bracalente per mettere sù un piccolo laboratorio di scarpe, assieme al fratello, nel sotterraneo della Chiesa del paese, concesso in affitto dal parroco.

Erano in tre e si occupavano di tutti i processi della lavorazione, dal recupero dei materiali fino la vendita. In quegli anni, si lavorava fino a tardi, si dormiva poco e i guadagni erano molto marginali.

Tuttavia, arriva sempre un momento che si può definire di decollo. Ed arrivò: un grande ordine da parte di un’azienda tedesca. Questo permise ai tre soci di ampliare la produzione, comprare nuovi macchinari e assumere persone.

A metà degli anni ’80, il team era composto da 30 persone e la strada era in ascesa.

Fino ad un forte momento di crisi: un insoluto di 800 milioni da parte di un’azienda americana. Il dramma fu forte e il colpo si sentì duramente.

… E NACQUE NERO GIARDINI

Dopo il grande intoppo, c’era bisgono di una svolta, un cambiamento decisivo che portasse il futuro nelle mani dell’azienda e non più degli “altri“. Così Bracalente e i suoi soci decisero di creare il proprio brand, Nero Giardini.

Il nome particolare deriva da un composto: Nero è un personaggio preso dai fumetti, mentre Giardini è il cognome di un imprenditore calzaturiero di Vigevano.

Nel 1993 il lavoro era consolidato e 500 paia di scarpe portavano, finalmente, il marchio Nero Giardini.

Ma si sa, le società hanno sempre un rovescio della medaglia deleterio quando i punti di vista e le aspirazioni non convergono. Enrico, a differenza dei soci, aveva prospettive più ampie e una diversa idea sulla gestione aziendale.

Come si può creare l’azienda che Sogni se esistono contrasti di questo tipo?

Comprando le quote degli altri due soci e diventanto l’Unico Patròn del marchio.

Così, per circa 2 miliardi di lire, Enrico Brancalente acquista tutta la società. Era il maggio del 1998 e la paura di fallire bussava alla porta con insistenza; i debiti erano molti e il lavoro da fare ancor di più, per il nostro imprenditore coraggioso.

Tuttavia, come abbiamo ricordato al principio, essere ottimista è la chiave per Fare Azienda e farla nel migliore dei modi.

ENRICO BRACALENTE

Enrico Bracalente, infatti, è attualmente uno degli imprenditori italiani più autorevoli ed è così perchè ha attuato, nel dettaglio, il modello imprenditoriale che aveva in testa:

Creare un marchio

– Fare da Azienda Capofila (quindi decidere e organizzare Tutto, dalle collezioni alla rete commerciale)

– Cercare aziende partners competenti a cui delegare la produzione.

Accanto a questo, ovviamente, sono numerosi i punti nevralgici su cui si costruisce Nero Giardini, a partire dalla salda decisione di essere un’azienda al 100% Made in Italy. Non solo la produzione non è stata delocalizzata, ma ha mantenuto le sue prime radici, nella provincia di Fermo.

Attualmente, le persone impiegate (dirette e indirette) sono circa 2000 e le scarpe prodotte al giorno, circa 18 mila paia. Oltre, ovviamente, alle linee sviluppate negli anni, tra accessori e abbigliamento.

I punti vendita sono sparsi nel mondo, dai monomarca alle presenze negli stores; la qualità del lavoro dei dipendenti è una delle cose a cui Nero Giardini tiene di più. In azienda è stato anche costruito un Asilo Nido gratuito per i figli dei collaboratori.

” Mio zio mi ha insegnato che bisogna essere il marchio più prestigioso nei negozi periferici e quello più economico nelle boutique del centro”

afferma Bracalente in un intervista di qualche anno fa su Millionaire: e non si può dire che non è riuscito in questa manovra di mercato.

A CHI PARLA NERO GIARDINI?

Come sai, la mia passione per il Made in Italy è uno dei motori principali del mio lavoro, dei miei acquisti e delle mie Recensioni.

Quando mi chiedono perchè recensisco borse, rispondo sempre che si tratta di una vera e propria Protesta.

Grazie ai video sul mio canale youtube, ho la possibilità di comunicare a tutte le donne che mi seguono l’importanza degli acquisti originali, che sono i principali testimoni della nostra storia artigianale.

Che sia un brand famoso o no, che sia un artigiano di quartiere o una piccola fabbrica di provincia…comprare una borsa onesta, fatta dalle mani di un lavoratore competente, ha sempre un Valore Aggiunto e, soprattutto, toglie le forze al mercato della Contraffazione, un vasto impero nelle mani della criminalità.

Ebbene, il Made in Italy ha bisogno di tutti per sopravvivere nella jungla del mercato globale, delocalizzato e, soprattutto, Contraffatto.

Nero Giardini, a discapito di tutto, è rimasto in Italia, anche quando i suoi concorrenti hanno deciso di andare a produrre altrove, durante la crisi economica del 2008.

E il pubblico non è rimasto indifferente a tutto questo: ha premiato la scelta del brand e ha riconosciuto la qualità a cui ha mantenuto fede.

Pertanto, Nero Giardini si rivolge a questa grande fetta di pubblico: amanti ed appassionati del VERO MADE IN ITALY, che prediligono un taglio classico e sobrio, in un’eleganza senza tempo.

ECCO LA MIA BORSA NERO GIARDINI

Questa volta ti stupirò: contro ogni influsso di pigrizia, ho comprato la mia borsa Nero Giardini in uno shop, un monomarca in un Centro Commerciale.

La shop experience non è stata eccelsa, ma soprattuto perchè avevo poco tempo a dispozione e molta fretta di acquistare la borsa di cui mi ero innamorata.

La mia borsa Nero Giardini mi ha colpito per il colore double: bianca e blu. Lo stile, infatti, è associabile a quello marinaresco e il modello è a secchiello.

(GUARDA SUBITO LA MIA RECENSIONE ALLA BORSA NERO GIARDINI!)

Molte di voi mi hanno suggerito di comprare una borsa Nero Giardini e ho seguito il vostro consiglio, scegliendo un modello un po’ assente nel mio guardaroba; dopo averla utilizzata, ti farò sapere come mi sono trovata con la mia borsa!

COM’È FATTA LA MIA BORSA NERO GIARDINI?

  •  È una borsa “rimboccata“, per cui con la tintura presente solo sulla maniglia, la tracolla e nelle parti laterali.
  •  Possiede gli accessori in oro, i quali richiamano il colore dorato della fodera: sia gli accessori che la fodera sono, rigorosamente, logati con il marchio del brand.
  •  Il tricolore è presente all’interno della borsa come in tutti i prodotti Nero Giardini…per ribadire la radice italiana e l’essenza Made in Italy;
  • Presenta alcune tasche utili e una tiralampo logata: dopo l’utilizzo, potrò dirti il livello di funzionalità della borsa e degli scomparti, anche se a prima vista sembra molto “utile”!

IL DETTAGLIO CHE PUÓ MIGLIORARE…

Ho notato, quasi subito, un dettaglio che lascia a desiderare ed è relativo alla Tintura. Quest’ultima, come anticipato, non è molto presenta sulla borsa, poichè si tratta di un prodotto rimboccato. Ma toccando le maniglie, che sono tinte, queste ultime “grattano” un po’ sottomano.

Ma si tratta di un particolare che, facilmente, può presentarsi, soprattutto se la produzione riguarda molti “pezzi” al giorno.

LA MIA BORSA NERO GIARDINI È PROMOSSA E TE LA CONSIGLIO!

QUANTO HO PAGATO LA MIA BORSA?

QUALI VOTI HO MESSO ALLE CUCITURE E AI DETTAGLI?

GUARDA LA MIA RECENSIONE E SCOPRI TUTTI I PARTICOLARI!

SE VUOI DIRE LA TUA SULLA TUA ESPERIENZA NERO GIARDINI, OPPURE SE HAI UN’ALTRA BORSA DA CONSIGLIARMI >> SCRIVI QUI SOTTO!

SE AMI IL MONDO DELLE BORSE E LE BELLE STORIE >> LEGGI IL RACCONTO DI UNA DONNA COME TE, CHE HA IMPARATO A SOGNARE DOPO MOLTE LACRIME!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *