ALVIERO RODRIGUEZ, CHI È? ECCO LA BORSA CHE MI LASCIA CONFUSA!

Alviero Rodriguez, un brand che mi comunica molta forza. Ma mi confonde. Tra poco ti spiego il perchè.

Instant Fashion significa essere sempre sul pezzo.

Significa ideare e produrre in tempi così brevi da non perdersi mai una tendenza, oppure l’interesse collettivo del momento.

Proprio come accade per il brand Alviero Rodriguez, un marchio giovane e dinamico, colorato e sempre sulla scena.

Ecco un esempio pratico: a poche ore dall’uscita della terza stagione de La Casa di Carta, Alviero Rodriguez ha lanciato la nuova collezione dedicata alla Serie di Netflix, già molto apprezzata nelle precedenti stagioni.

La Casa de Alviero Rodriguez raccoglie borse e zainetti con le grafiche che richiamano la famosa serie e la maschera di Dalì che ne è il simbolo indiscusso.

Del resto, le ispirazioni grafiche al mondo dell’arte non mancano sulle borse di Alviero Rodrigueza, da Klimt, a Frida Khalo, fino all’arte che conivolge il mondo naturalistico.

La capacità di stare al passo delle mode e delle attrazioni del momento, attribuisce al brand un valore aggiunto.

Nato nel 2017, alla fine del 2018 il brand Made in Italy aveva già venduto 35 mila prodotti,  con un fatturato di 1.200.000 euro.

In un documento firmato Alviero Rodriguez, leggo che l’anima del progetto è Salvatore Neboso, 35 anni, informatico di professione: il giovane campano, esperto di digital communication, ha coniugato il grande potere dei social media e dell’e-commerce, alla creatività di un brand che sa come parlare al pubblico. Non esiste un vero e proprio target di riferimento: dalla fashion victim, al professionista…Alviero Rodriguez riesce a vestire tutti.

Negli ultimi due anni, il brand Made in Napoli ha partecipato a molti eventi importanti negli scenari della moda e del ciname italiano.

Tuttavia, il vero colpo di classe è avvenuto ad ALTAROMA, una delle passerelle più prestiose della capitale.

Qui, Alviero Rodriguez ha presentato un viaggio olfattivo/visivo che ha condotto il pubblico ad una metà precisa. Ad ogni borsa era associato un profumo della Profumeria Tomatto e un gioiello dell’associazione Officine di Talenti Preziosi.

In sostanza, un progetto creato su una Rete tutta italiana, che ha preso il nome di “Bijou & Gioielli…KmO KILOMETROITALY”.

Pertanto, tutti i giornalisti, gli influencer e gli ospiti presenti, potevano viaggiare negli accostamenti adatti al loro outift, dal più sobrio al più trasgressivo.

MA CHI È ALVIERO RODRIGUEZ? NON LO SO!

Grazie ai suggerimenti che arrivano dalla rete e da tutte voi, ho deciso di comprare una borsa Alviero Rodriguez.

Come sai, prima e dopo l’acquisto, amo esplorare un po’ il marchio che ho scelto: storia, curiosità, nascita…

Così anche in questo caso, ho iniziato a “spulciare” tutte le informazioni che avevo a disposizione. Ho letto che il brand è nato nel 2017 e che subito è stato apprezzato dal pubblico. Ho letto (e ho constatato) che la comunicazione del marchio è molto efficace.

Ho, poi, scoperto che l’anima pulsante del progetto è un giovane informatico campano (come abbiamo visto in precedenza) e che, grazie alla sua progettazione e alla conseguente pianificazione, il brand possiede una marcia in più: è presente a tutto tondo sui social e sul web.

MA LA MIA CURIOSITÁ ERA DIRETTA A LUI, IL DESIGNER: ALVIERO RODRIGUEZ. CHI È?

Come il brand stesso racconta: “Si dice sia nato ad Alviera, in Porac nella Provincia di Pampanga nelle Filippine, e si chiama Alviero come molti abitanti del suo paese, in onore della città nativa”.

Ho pensato, subito, che il “SI DICE” non è propriamente adatto ad un’azienda che sta presentando il suo designer/fondatore/patròn (?).

Queste frasi, sfumate in un romantico mistero, mi hanno incuriosito maggiormente.

La storia continua così:

“L’attività dei genitori a Manila Bay gli ha dato la possibilità di vivere ed amare il mare, ma il DNA è quello di chi si è formato in un territorio dominato da montagne vulcaniche, riserve naturali attraversate da fiumi, distese di campagne che si estendono fino al mare che avvolge tutte le isole del suo Paese.Forse dalla similitudine di questo connubio tra mare e vulcano, nasce l’amore per Napoli.”

Il paragrafo si conclude informando che Alviero ha scelto Napoli, sia per vivere che per dare vita al suo brand, grazie alla tradizione artigianale che contraddistingue la città.

Dopo aver letto questo paragrafo, non mi sono sentita informata. Ma più confusa di prima.

Chi è quest’uomo? Dove posso trovare una sua foto? Forse sui social.

Vado sulle pagine social del brand per scoprire se trovo una foto di quest’eclettico designer forastiero, così innamorato della mia città.

Vedo molte foto: prodotti creativi, linee di borse da uomo e da donna, testimonial famosi che pubblicizzano il brand. Parole che richiamano alla “famiglia” Alviero Rodriguez. Ma non trovo nessuna foto di Alviero. Peccato!

Eppure, un artista così poliedrico, che ha addirittura creato un nuovo mudus operandi nella produzione dell’istant fashion, come può nascondersi così bene?

Sarà una persona molto introversa, ho pensato.

Sarebbe bello sapere qualcosa in più: come è arrivato un artista filippino a Napoli? Come realizza le sue creazioni? Come ha conosciuto la bellezza della nostra Pelletteria?

Ma non trovo nulla che parli di lui, e soprattutto non trovo la sua Faccia.

E MI CHIEDO: PERCHÈ UN UOMO E UN ARTISTA COSÍ APPREZZATO, NON CI METTE LA FACCIA?

Forse, non esiste alcuna faccia.

Forse il brand Made in Napoli, con sede legale a Melito di Napoli, presso la 6SENSO s.r.l, (società fondata da Salvatore Nebioso), è un brand di accessori che ha creato il proprio mood attorno ad un fantomatico designer straniero, portavoce di apertura e internazionalità.

Nessuna obiezione. È sempre lecita (e apprezzata) un po’ di Magia. Aiuta a respirare meglio.

Ma tutto questo mistero attorno ad un marchio… È DAVVERO FUNZIONALE? A cosa serve lasciare molti punti interrogativi al proprio pubblico? Oggi, a poco.

Siamo in un’epoca che si dirige, sempre di più, verso l’informazione e la trasparenza, in cui le persone vogliono sapere i MATERIALI dei prodotti, la PROVENIENZA, l’uso delle COMPONENTI CHIMICHE nelle lavorazioni….

E, più di ogni cosa, il tuo pubblico vuole SAPERE CHI SEI e se si può fidare.

ECCO LA MIA BORSA ALVIERO RODRIGUEZ

Assodata l’impressione negativa sul mistero che avvolge il brand, passiamo all’analisi della borsa che ho scelto. Come si presenta?

Ho ordinato la borsa direttamente sul sito, ricevendola, però con un po’ di ritardo: mi è arrivata dopo quasi una settimana. Magari, è stato un caso isolato. Se hai avuto un’esperienza diversa, commenta pure sotto quest’articolo!

La borsa che ho scelto è una Shopper e ha catturato subito la mia attenzione grazie alla scritta che riporta sulla facciata: “Beati voi che fate tutto GIUSTO. Io non so più Cosa Sbagliare!”.

Mi rivedo molto in queste parole ironiche e auto-critiche, poichè in una società che è sempre pronta a chiedere la parte migliore di te, io spesso non mi riconosco. Sbaglio spesso, sbaglio senza cautela.

La scritta, in effetti, è l’unico particolare della borsa, poichè il design e la struttura sono molto semplici e lineari.

La borsa è molto capiente, per cui utile anche per portare il Pc e altri strumenti di lavoro, sebbene quasi totalmente “aperta”: dovrò usare pochette interne!

MA LA MIA BORSA ALVIERO RODRIGUEZ HA TROPPE COSE CHE NON VANNO:

  •  A primo acchitto, la mia borsa emana un odore non proprio piacevole! Si tratta della tipica “puzza” da stockaggio. Eppure, si presume non abbia affrontato molti viaggi poichè un’etichetta interna mi dice “Made in Italy”.
  • I piedini di appoggio, applicati alla base della borsa, sono visibili dall’interno e anche “palpabili”. Quest’aspetto è molto fastidioso.
  • La borsa “balla” un pochino, e cioè non si mantiene dritta: probabilmente è un difetto derivante, ancora, dai piedini di appoggio, i quali risultano studiati male.

I DIFETTI PIÚ EVIDENTI RIGUARDANO LE RIFINITURE…

  •  Una cucitura molto approssimativa e poco curata si manifesta sull’orlo della borsa, evidente anche a chi non possiede un occhio professionale.

  • Alcuni fili volanti emergono, ancora, in prossimità di cuciture “fatte male”.

LA MIA BORSA È PROMOSSA?

In sostanza, la borsa Alviero Rodriguez è Bocciata.

Purtroppo, sono troppi i punti di insufficienza che emergono da questo brand: dalla manifattura approssimativa, fino allo studio scadente che precede il prodotto, passando per il mistero che avvolge il designer

Si tratta di elementi che non mi suggeriscono una RICERCA APPASSIONATA DI QUALITÁ, ma solo mera produzione.

Inoltre, l’etichetta Made in Italy, come sai, non basta ad informarmi sulla vita di un prodotto: come già ho spiegato altre volte, un prodotto può presentare il marchio Made in Italy anche se gran parte della lavorazione è fatta all’estero, compresa la raccolta dei materiali.

In questo caso (come in altri) sarebbe opportuna la CERTIFICAZIONE DELLA FILIERA, ossia tutte le informazioni circa la vita e la provenienza del prodotto.

Io sono sempre sincera, soprattutto quando si parla di borse!

Per cui non ti nascondo che per lo stesso prezzo di mercato, sceglierei altro e non Alviero Rodriguez!

QUANTO HO PAGATO LA BORSA?

QUALI VOTI HO MESSO AGLI ASPETTI TECNICI?

GUARDA IL VIDEO DELLA RECENSIONE ALLA BORSA ALVIERO RODRIGUEZ E SCOPRI TUTTI I DETTAGLI!

SE ANCHE TU HAI UNA BORSA ALVIERO RODRIGUEZ E VUOI DIRE LA TUA, OPPURE HAI UN ALTRO BRAND DA SUGGERIRMI >> SCRIVI QUI SOTTO!

SE AMI IL MONDO DELLE BORSE E VUOI CONOSCERE I RETROSCENA SUL MADE IN ITALY >> LEGGI LA MIA STORIA, LE MIE BATTAGLIE E LE DIFFICOLTÁ DI UNA DONNA COME TE, TRA CADUTE E PICCOLE GIOIE!

 

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