BORBONESE: DAL 1910, UNA BORSA ICONA DEL MADE IN ITALY. MA DOVE PRODUCE?

La borsa Borbonese mi è stata consigliata da molte di voi. Impiegherei tempo ad elencare tutti i nomi, ma ti assicuro che la lista è lunga…così come lo è la storia di questo brand, iniziata nel 1910.

Si sa, quelli non erano certamente gli anni “delle donne” al potere e della presenza femminile nei ruoli di prestigio, circa gli ambienti lavorativi… ma chi poteva impedire ad una donna di Immaginare? E, quindi, di Creare?

Nel 1910, Lucia Lorenzoni Ginestroni, una modista di Torino, mise sù un piccolo laboratorio artigianale in cui produceva i propri gioielli e accessori; vendeva, poi, le sue creazioni alle boutique sartoriali della città.

Dopo molti anni, intorno agli anni ’50, il figlio di Lucia, Umberto Ginestroni, assieme all’amico Edoardo Calcagno, entrarono a far parte del “brand di famiglia” dando vita ad una griffe che segnerà il lifestyle italiano, e rappresenterà il prestigio del Made in Italy nel mondo.

La sofisticatezza e la qualità di Borbonese portò, in poco tempo, il marchio torinese a fornire di accessori alcuni tra i brand di moda più autorevoli, come Fendi e Valentino.

Negli anni ’70 arrivò un magico sodalizio che condusse Borbonese alla produzione di borse: si tratta della collaborazione tra il brand di accessori e la Redwall, un’azienda di Pianoro specializzata nell’artigianato della pelletteria.

Grazie alla maestrìa dei fratelli Dario e Nino Rossi, nacque la texture che rappresenterà negli anni le borse Borbonese: l’occhio di pernice. Questa particolare fantasia è stata creata lavorando la pelle di agnello, facendone uscire un tema micro-maculato, il quale, negli anni, è diventato un cult molto amato nel mondo della moda.

Ad essere sincera, il nome della texture mi è apparso, al quanto, strambo quando ho letto i riferimenti sulla card che è uscita nella borsa; mi è scappato un sorriso e una curiosa “associazione di idee”…

(>>  GUARDA SUBITO IL VIDEO DELLA RECENSIONE ALLA BORSA BORBONESE!).

Tuttavia, andando a fondo in quest’aspetto del brand, ho notato come l’occhio di pernice, assieme ad altri particolari iconici del brand, come le cerniere logate, hanno resistito a tutte le evoluzioni interne ed esterne del marchio, dal design fino ad ogni cambiamento dirigenziale… divenendo attori indiscussi di una storia forte come una quercia.

Infatti, la mia borsa non è in pelle, ma in nylon, poichè, nel tempo, l’azienda ha sperimentato diversi materiali e nuovi design, oltre i modelli storici.

La mia borsa è  uno dei modelli-simbolo del brand: Luna è il suo nome e fu chiamata così per celebrare lo sbarco sul satellite che tanto amiamo!

Questa, assieme al modello Sexy e Sexy Estensibile, rappresentano i modelli di punta di Borbonese.

Oltre alla forte presenza nel mondo della moda grazie alle peculiari fantasie e ai modelli icona, Barbonese è un brand molto legato all’arte e alle ispirazioni artistiche: nel 2010, infatti, in occasione dei 100 anni di Borbonese, il brand ha avviato un progetto con la Roy Lichtenstein Foundation per creare le Art Bags, una collezione, in limited edition, che si compone di dodici borse ispirate alla pop art.

Successivamente, la collezione è stata esposta alla Triennale di Milano.

Il precedente amministratore delegato di Borbonese, Giuseppe Di Nuccio, subentrato nel 2007, dopo una profonda crisi che ha colpito il brand italiano, aveva dichiarato al Sole24ore che l’espressione “Lusso Accessibile” non gli andava a genio, ma che in effetti rispecchia pienamente il segmento di mercato di Borbonese: in effetti, i prezzi della griffe sono molto competitivi, nonostante lo studio del prodotto che c’è dietro e la provenienza dei materiali, tutta italiana.

Il legame con l’artigianato Made in Italy è molto forte, benchè la produzione è in Cina, come ho scoperto grazie alle etichette presenti nella borsa.

UN MADE IN ITALY “FATTO” IN CINA…

Dal sito ufficiale del brand, fino alle informazioni sui magazine di moda e sui portali mediatici, quando si parla di Borbonese, si parla di Made in Italy!

Se questo è vero per quanto riguarda il design, il progetto, la ricerca e il marketing, non lo è quando si parla di produzione vera e propria…che viene fatta in Cina.

No, non è un reato.

E, tra l’altro, il marchio italiano lo scrive chiaramente all’interno delle sue borse…

MA PERCHÈ UN BRAND “COSÍ ITALIANO”, FINO A RAPPRESENTARE IL NOSTRO LIFESTYLE, NON PENSA DI DIVENTARE UN MADE IN ITALY AL 100%?

Sarebbe bello, infatti, se la lavorazione tornasse in mano a quegli artigiani che hanno reso Borbonese ciò che ora rappresenta.

L’azienda è, attualmente, proprietà della famiglia Mambrini…ma i passaggi di proprietà e di direzione che sono avvenuti negli anni sono molti, a testimonianza del fatto che le radici forti restitono a tutto, e a tutti.

ECCO LA MIA BORSA BORBONESE!

Ho comprato la mia borsa sul sito e mi è arrivata in pochi giorni; come ti ho anticipato è un modello Luna, di dimensione media, con tasca. La fantasia è quella dell’occhio di pernice, ormai un tratto distintivo del brand italiano.

Non si può dire, in effetti, che la mia borsa passa inosservata: infatti, subito ha attirato la mia attenzione. Ma anche un altro aspetto è stato determinante, e cioè il modo in cui è presentata sul sito.

Quest’aspetto, che probabilmente può sembrare secondario, è molto importante a mio parere nella scelta di una borsa: mi è piaciuta per come era indossata dalla modella!

Oltre la tracolla regolabile, cosa che gradisco particolarmente, una delle prime cose che noto è la massiccia presenza di accessori.

Gli accessori sono in oro lucente e logati (altro tratto distintivo del brand).

Ma la scelta di apporre molti accessori ad una borsa può essere “pericolosa“: Il materiale con cui si fanno gli accessori dovrà essere di qualità, molto resistente e ben predisposto all’usura! Se così non è, la presenza degli accessori sarà contro-producente, dal momento che si rovineranno in poco tempo.

Di solito, una borsa che ha un costo medio-alto e si colloca sulla fascia del lusso accessibile, possiede acessori di qualità, la cui galvanica riesce a resistere al tempo e, soprattutto, si può rigenerare; cosa che non accade, per esempio, con la zama, che è una lega di basso costo e tendente alle macchie precoci.

COSA MI PIACE DELLA MIA BORSA BORBONESE?

  •  È una borsa ampia e capiente, con una tasca che presenta la tiralampo in pelle;
  • la tracolla, in tessuto, è regolabile;
  • la Tintura, laddove presente, è fatta bene e non gratta.

Tuttavia, guardando la mia borsa in modo dettagliato, noto un punto critico:

  • Uno strano ondulamento del materiale è visibile sulle parti della borsa in prossimità delle chiusure, quindi sulla parte superiore e nelle parti adiacenti alla tasca laterale.

Probabilmente, si tratta di una conseguenza dell’incollaggio e del montaggio.

Un’ulteriore card interna mi informa, inoltre, sui disegni esclusivi, sulla ricerca del design e sul controllo qualità post-lavorazione.

E, devo ammettere, che oltre ad alcuni dettagli secondari, la mia borsa si presenta bene, poichè è una borsa di qualità e dall’identità molto forte.

Tutta la storia del brand si percepisce da questa borsa, ben strutturata nel design e molto decisa a non essere Una Fra Tante.

Pertanto, la mia borsa Borbonese è promossa!

QUANTO HO PAGATO LA MIA BORSA?

QUALI DETTAGLI DEVI GUARDARE?

SCOPRI I VOTI CHE HO MESSO NEL VIDEO DELLA MIA RECENSIONE!

SE ANCHE TU HAI UNA BORSA BORBONESE E VUOI DIRE LA TUA, OPPURE HAI UN ALTRO BRAND DA SUGGERIRIMI >> SCRIVI QUI SOTTO!

SE AMI IL MONDO DELLE BORSE E LE BELLE STORIE >> LEGGI IL RACCONTO DI UNA DONNA COME TE, CHE CAMMINA OGNI GIORNO VERSO IL PROPRIO SOGNO…TRA SCELTE SBAGLIATE E ISPIRAZIONI VINCENTI!

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