Leu Locati e Amato Daniele: pelletteria di lusso da generazioni

Scorrendo la home di Tik Tok, mi è capitato di scorgere attimi di lavorazione di borse e angoli di una fabbrica. Sono stata subito attirata dai belletti e dalle macchine da cucire. Mi sono soffermata ed ho scoperto Leu Locati e le borse di Amato Daniele.

Nel corso di questi anni sono stati numerosi i brand che ho coperto per caso, mentre cercavo marchi e borse da recensire, raccontare e collezionare. Molti brand sono suggeriti da persone come te che per caso mi incrociano sui social o su questo blog, oppure mi fanno compagnia da un po’ di tempo.

Milano è sempre stato un importante polo produttivo ma che negli anni non è stato valorizzato nel modo giusto, un po’ come il resto dei poli produttivi italiani.
Mi sono sempre immaginata l’Italia come un grande polo produttivo di pelletteria di eccellenza. Oggi sembra sempre di più invece un polo aggredito dai grandi gruppi che fagocitano e non creano.

Quando ho cominciato ad informarmi sulle borse di Amato Daniele e ho letto di tradizione, famiglia e Storia, ho deciso che valeva la pena investire.
Il passaggio generazionale non è mai semplice ma pare che Leu Locati sia un ottimo esempio in merito.

Per raccontare la storia di un giovane di belle speranze devo necessariamente cominciare a raccontare la storia della sua famiglia.

Leu Locati ha un nome poco conosciuto nel mondo modaiolo delle borse di tendenza, ma dalla sua fabbrica sono uscite borse indossate da reali inglesi come la Regina Elisabetta e la compianta Lady D. Cento anni di storia che si sviluppa in un laboratorio di oltre mille metri e che conta all’incirca 23 artigiani che con grande maestria sfornano circa 5000 pezzi l’anno.

Leu Locati prende il nome dal fondatore Luigi ed Emanuele Locati che all’inizio del novecento, poiché amante dell’arte comincia a dedicarsi alla realizzazione di copertine di libri sacri, per poi passare alla creazione di pochette e piccole borse, contraddistinte dal ricamo a piccolo punto, effettuato su garza con piccoli fili di seta.
Il telaio su cui effettuano questo tipo di ricamo è ancora presente nel laboratorio ed è un oggetto fantastico.

La pelletteria Locati risulta essere una delle prime pelletterie dell’epoca, che attraversa la prima guerra Mondiale reinventandosi e iniziando a produrre bisacce, cinture ed altri ammennicoli utili per l’esercito.

Finita la guerra si ritorna a fare borse con materie prime pregiate siano esse pellami che tessuti creati al telaio.
Negli anni 20 fa ingresso in azienda Umberto che si occupa prevalentemente del commerciale ed è per questo che gira lo stivale in lungo ed in largo. Si spinge anche oltre e due volte l’anno vola a Parigi e Londra.

Nei decenni successivi si entra nei mercati USA, poi Giappone.
Nel 1978 Leu Locati diventa una società vera e propria anche per imprimere con il nome l’enorme storia che li ha accompagnati.

Passano gli anni e le borse di Leu Locati solcano i più importanti salotti del mondo.
Come spesso accade poi, con gli anni c’è il ricambio generazionale, che in questo caso risulta essere ancor più oneroso ed impegnativo.
La settima generazione si fa largo con il giovane Daniele Amato che attraversa il Mese (tessuto fatto a mano con copertura d’oro) ed il Piccolo Punto, riporta in auge i modelli storici, rivisitato in chiave moderna.

Nasce così il brand di borse Amato Daniele by Leu Locati, che si ispira a Saint Laurent e punta sulla vera artigianalità Made in italy, quella dei dettagli e del ben fatto.

Chi è Daniele Amato?

Nella sua biografia che ho letto in giro, poiché come spesso faccio, l’ho contattato ma ad oggi non ho ricevuto ancora risposta, probabilmente fare divulgazione gratuita e promuovere il Made in italy attraverso questo blog, il canale YouTube e tutti gli altri social, non è così interessante come pagare o inviare prodotti gratis ad influencer varie ( si è una piccola frecciatina, mi perdonerà il giovane designer 🙂 ).

Daniele comincia a disegnare scarpe dall’età di 7 anni ed a 15 anni risulta essere il più giovane designer in circolazione nel 2013, tanto da attirare anche le attenzioni artistiche del grande Manolo Blanhik.
Nato nel 1997, oggi a 25 anni con la sua creatività e la capacità di approcciare alla nuova comunicazione, attraverso i social come Tok Tok, sta facendo conoscere al mondo non solo la sua arte ma anche la bellezza del Made in Italy.

Io da anni racconto le fabbriche e la filiera delle produzioni Made in italy. Lo faccio per oppormi alla contraffazione e per promuovere i lavoro di artigiani come me e tanti altri che vivono grazie alla produzioni di borse.

Così grazie ai social ho sbirciato sul sito che presenta numerose borse, ma non tutte erano adatte al mio budget.
Per questo motivo per coniugare la voglia di acquistare questo brand, raccontarlo e poterlo avere nella mia collezione di borse, ho acquistato un modello delle dimensioni che meno uso.

La borsa che ho scelto è un modello QUEEN MICRO e l’ho pagata 349 €.
La borsa è deliziosa, un vero bijou.
È fatta di velluto nero all’esterno, l’interno è di raso blu elettrico e gli accessori sono color oro intenso.

La catena che funge sia da cintura, per portare la mini bag Amato Daniele by Leu Locati in versione marsupio, sia come tracolla nella versione mini clutch è bella pesante, segno che è di un buon materiale.

Per l’esperienza d’acquisto il mio voto è 4.

Guardando gli altri modelli non posso non nascondere il desiderio di comprare altre borse di questo brand.
I fiocchi, i nodi, gli accessori super glamour e le linee pulite, rendono questo brand davvero interessante.

Il brand lo promuovo con un piccolo rimando sulla richiesta informazioni.

Aldilà del mio lavoro sui social, io sono anche una cliente e probabilmente mi dovrebbe essere data più importanza che ad altri, visto che contribuisco materialmente allo sviluppo del brand.

Spero che questo articolo ti sia stato utile.
Continua a suggerirmi brand da comprare e recensire.
Aspetto i tuoi commenti e le tue condivisioni.

Un abbraccio

Ornella

borsa genuine myself bag

 

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