BORSA HIBOURAMA: DUE GIOVANI DONNE E UN SOGNO MADE IN ITALY

Due giovani ragazze, un sogno e l’artigianato.

Queste sono le fondamenta del brand che, oggi, ti pesento: Hibourama.

Rachele Mancini e Maila Ferlisi si sono conosciute all’Accademia di Alta Moda Koefia di Roma; oltre alla passione per la moda, le due giovani donne condividevano un sogno: creare borse di lusso Made in Italy, secondo la tradizione del nostro artigianato.

Così nel 2011 nasce Hibourama, il cui nome è dato dall’unione della parola hibou, che significa gufo e rama, ossia le prime sillabe dei loro nomi.

Ma la tradizione è stato solo il punto di partenza: la struttura, il design e il mood dei modelli hanno raggiunto accenni internazionali, abbracciando le ultimisse tendenze e rivisitando i modelli iconici della moda.

Del resto, le menti giovani hanno la biologica tendenza al nuovo e all’espolorazione…ed è per questo che il Made in Italy ha il dovere di coltivare e plasmare i giovani talenti.

Come ripeto spesso, la formazione e la trasmissione di conoscenza è uno dei punti chiave della nostra pelletteria…la quale potrà vivere, con le ultime generazioni, una nuova dimensione. Senza dubbio più viva ed eclettica.

(GUARDA SUBITO LA MIA RECENSIONE ALLA BORSA HIBOURAMA)

ARRIVANO I GIOVANI INVESTITORI…

Le due ragazze della capitale, in breve tempo, hanno conquistato molti consensi attorno alle loro creazioni, richiamando l’attenzione di giovani investitori, tutti trentenni: si tratta dei manager Massimo Di Amato, Daniele Provenziani, Luigi Izzo e Vittoriomaria Alfonsi.

Pertanto, il progetto di Hibourama intraprende un nuovo decollo, che lo porterà non solo all’espansione in nuovi paesi, ma all’apertura di una sede – atelier di 400 mq.

La struttura, ubicata a Roma, non è solo il quartier generale del brand, ma è il centro nevralgico dell’ideazione, dei laboratori e della formazione di nuovi professionisti.

In effetti, il progetto futuro punterà a creare una vera e propria Accademia dell’artigianato. Come sai, questo piccolo sogno è un po’ anche il mio…in merito alla pelletteria campana, così preziosa quanto lacunosa.

Il punto di forza di Hibourama, a mio parere, è proprio l’attenzione alla manodopera e ai meteriale selezionati, dal pellame agli accessori: le borse sono 100% Made in Italy , cioè l’intero processo produttivo avviene in Italia, realizzato da artigiani e professionisti.

La scelta di accostare le pietre semi-preziose, ad esempio, ai pellami più pregiati, conferisce alla borsa uno stile esclusivo e, decisamente, “lussuoso“.

In un’intervista, infatti, per ob-fashion, le due imprenditrici affermano che il marchio:

” Vuole superare il concetto di una (borsa) per ogni occasione, cercando di rendere ogni borsa unica per l’occasione“.

Attualmente, Hibourama si affida a show-room internazionali che coprono i mercati europei, gli Emirati Arabi, la Russia, la Cina, il Giappone e gli Usa.

In Italia,  collabora con la Rinascente e Coin Excelsior.

ECCO LA MIA BORSA HIBOURAMA

Ho conosciuto questo brand da vicino, grazie ai consueti “incontri di fabbrica”.

Tuttavia, come sempre, l’acquisto l’ho fatto personalmente sul sito ufficiale, senza alcuna mediazione e senza ricevere “regali” da nessuno.

Il mio modo di combattere la contraffazione è COMPRARE borse ORIGINALI, sostenere i marchi onesti e gli imprenditori che lavorano nella trasparenza.

Il mercato criminale, per troppo tempo, ha calpestato l’economia e le risorse delle nostre terre e uno dei miei sogni è proprio quello di trasmettere ai consumatori l’amore per i marchi autentici:

Che si tratti di griffe di lusso o dei piccoli marchi del tuo quartiere, SCEGLI SEMPRE DI SUPPORTARE LA TRASPARENZA e L’ONESTÁ.

Appena mi sono affacciata su Hibourama, ho immediatamente notato la scelta di ri-visitare alcuni modelli già esistenti, come la Trunk di Marni, a doppio soffietto. Tuttavia, la versione del brand romano è più strutturata, con l’aggiunta di nuovi accessori.

In effetti, anche la borsa che ho scelto mi ricorda un  brand già recensito: Giaquinto!

(GUARDA LA RECENSIONE ALLA BORSA GIAQUINTO)

Ho scelto il modello a secchiello Cleo Plain, in Cocco, Bianco, con gli accessori in zama galvanica in oro.

In effetti, NON TI HO DETTO ANCORA che parte della produzione è Made in Napoli, compresa la fornitura degli accessori. Questo mi fa battere il cuore!

E sarebbe carino, infatti, se il brand comunicasse l’intera filiera, dal momento che è interamente italiana e proveniente da zone d’eccellenza.

COSA MI PIACE DELLA MIA BORSA?

  •  Il design essenziale si connette molto bene alla struttura, più articolata.
  • Gli accessori, color oro intenso, vengono premiati dal bianco della borsa: accostamento perfetto!
  • Il tipo di apertura è molto originale: normalmente, i modelli a secchiello, prevedono altri tipi di apertura, come quella ad anelli; ad esempio, nei modelli già visti di  Sara Giunti e Nero Giardini.

 

  •  Mi piace l’effetto del bianco sul bianco, spero solo di riuscire a conservarlo bene, visto le mie maniere poco “eleganti”.
  • All’interno, la borsa presenta una fodera in pelle, che a prima vista mi era apparsa in tessuto: un vero colpo di stile!
  •  La tracolla è regolabile. Evviva! Non sembrerò un nano da giardino.

Tuttavia, un’etichetta interna mi informa sulla “delicatezza” dei materiali, i quali non possono essere esposti a molte evenienze, come ad esempio una macchia d’acqua.

In pratica, questa borsa dovrei tenerla in armadio!

… Se seguissi tutte le indicazioni. Ma, per fortuna, si tratta solo di posizioni cautelative da parte del brand: in vista di eventuali critiche o reclami da parte dei consumatori, l’azienda si deresponsabilizza. Ed è abbastanza comprensibile, visto la qualità dei materiali scelti.

Ma si tratta di pelle, per cui di un materiale che naturalmente si difende bene da certi attacchi esterni. Per cui, sarò accorta… ma non un fossile!

I PICCOLI DIFETTI…
  • Ho ricevuto la mia borsa Hibourama avvolta nella plastica: questo tipo di packaging non lo preferisco: è ora di liberarsi dalla plastica e dai derivati, per quanto riguarda la merce destinata al cestino.
  • La flanellina che ho ricevuto, benché consistente, non riporta il logo del brand: siccome ho decine di borse, a causa della mia passione (e pseudo-patologia), ho bisogno di riferimenti che mi aiutino a distinguere le flanelline tra loro.
  • I bordi della borsa tendono a “grattare“, cioè sento sotto mano alcune perti della tintura.

LA MIA BORSA HIBOURAMA È PROMOSSA?

Siamo di fronte ad un prodotto ben studiato, che radica la propria anima nella tradizione, per poi esprimerla a livello globale.

Siamo di fronte a giovani talenti, innamorati del Made in Italy e pronti a farlo crescere: il design della borsa, la sua struttura e la selezione dei materiali mi indicano una borsa ben progettata e di qualità. Per cui, la mia borsa è PROMOSSA.

QUANTO HO PAGATO LA MIA BORSA?

SONO CONTENTA DEL RAPPORTO QUALITÁ/PREZZO?

SCOPRI TUTTI I DETTAGLI NELLA MIA RECENSIONE!

 

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