BORSA MM6 MAISON MARGIELA E LA MANO DI UNO STILISTA INVISIBILE

Quanto mistero e quanti conflitti esistono nella moda?

Siamo abituati a sentire i grandi nomi delle passerelle, a buttare l’occhio sulle firme, a curiosare in tv sul gossip dei grandi stilisti.

Ma oggi ti parlerò di un mago-fuori-scena e di una borsa creata dal suo concept piuttosto anti-convezionale.

Si tarra di Martin Margiela e della sua Maison.

Ancora una volta, è una borsa consigliata da te! Il nostro scambio quotidiano mi conduce sempre in territori autentici, in cui è molto dolce perdermi.

Conosci Martin Margiela?

Se la risposta è no, non mi meraviglia. Tra i palcoscenici della moda degli anni ’80, in cui gli stilisti erano pop-star e le modelle vere e proprie icone di stile, Margiela ha scelto l’invisibilità.

Sono rare le interviste che ha rilasciato, per lo più via fax, e non si trovano sue fotografie in giro.

Una delle poche foto presenti sul Web. FONTE: MF fashion

Non amava abbracciare il trionfo della passerella, tramite le uscite gloriose a fine “spettacolo” e non partecipava agli eventi glamour a cui era invitato.

Martin Margiela è stato, in un certo senso, l’anti-divo e allo stesso tempo un rivoluzionario contro-tendenza.

Classe 1957, dopo gli studi presso la Royal Academy of Fine Arts, ad Anversa, ha lavorato come free lance a partire dal 1980, collaborando con i nomi prestigiosi dell’epoca come Jean-Paul Gaultier .

L’avanguardia del suo design prediligeva la decostruzione degli anni ’70, rispetto alla brillantezza degli ’80: tagli sartoriali – associazioni creative – sovvertimento delle parti e degli schemi. In sostanza, un visionario che per molto tempo è stato definito “folle”.

Infatti, alcune “invenzioni” stilistiche sono dovute al suo estro, come ad esempio il cappotto – mantella e i maglioni reversibili.

Ad essere criticato, inoltre, fu il suo comportamento non ordinario, che lo portava lontano dai riflettori. Fu definito arrogante e poco consono al fashion system di quegli anni (ma anche attuale).

Tuttavia, probabilmente è stata proprio questa scelta a collocarlo nell’aurea che lo avvolge ancora. Chissà.

C’è da dire che le sue priorità non erano quelle comuni: il suo intento è sempre stato quello di dare importanza all’oggetto, più che ai soggetti intorno.

Mi spiego meglio.

La sua comunicazione è avvenuta tutta tramite le sue creazioni e il suo lavoro. Se pensi che solo grazie ai suoi pezzi è riuscito a ribaltare alcuni aspetti della moda, allora puoi capire quanta sostanza c’è stata in ogni sua opera. Non vuole la centralità dell’autore, ma dell’opera.

Infatti, anche le sue modelle hanno sfilato spesso con il volto semi-coperto e in qualche modo, nell’anonimato.

L’ultimo show di Martin Margiela, 29 settembre 2008. Foto FRANCOIS GUILLOT/AFP/Getty Images
FONTE: Rivista Studio

Nulla doveva venire prima dell’abito. L’attenzione del pubblico doveva concentrarsi e su nient’altro.

Molto interessante a mio avviso questa prospettiva. E, oltremodo, elegante.

Martin Margiela ha vestito Lady Gaga e ha lavorato con Simona Ventura, la quale è rimasta estasiata dal suo genio creativo.

La prima boutique Maison Margiela apre a Tokyo, nel 2000. E, nel 2002, il brand entrerà a far parte del gruppo Only The Brave (OTB) di Renzo Rosso, già proprietario di Diesel e Staff International.

A mio avviso è la presenza nei Musei che in qualche modo è testimonianza dell’ impronta di coraggio e rottura. Come la sua presenza a Rotterdam, alla mostra “Martin Margiela (9/4/1615)”, organizzata al Museum Boijmans van Beuningen, nel 1997.

Dietro ogni creazione, si erige solido un concept ben definito, il quale prescinde la moda tout court, ma decifra un pezzo di società contemporanea.

Un’altra mostra importante ha avuto luogo a Parigi, al Museo Galliera, nel 2018.

Tuttavia, a breve uscirà un documentario dedicato a lui, ad una delle figure più misteriose del mondo della moda globale: Margiela In His Own Words.

ECCO LA MIA BORSA MM6 MAISON MARTIN MARGIELA

Ho comprato la mia borsa direttamente sul sito ufficiale del brand, che ho trovato veramente illuminante. Ho scelto il modello Japanese Bag Medium e mi è arrivata in pochissimi giorni, con tanto di confezione regalo!

No, non sono pazza. Ma, come sai, ho un’ossessione per il pacco regalo… quindi me lo faccio da sola! Del resto, ognuno ha le sue manie…

Una cosa molto piacevole è il packaging del prodotto: non è stato avvolto nella plastica, ma nella carta sottile che trovi per lo più in lavanderia. Questo particolare mi ha trasmesso accuratezza.

Non ho comprato una borsa di pelle, ma di un materiale misto di poliestere e neoprene. A dire il vero, la scelta è stata dettata dalla volontà di non spendere una cifra esorbitante!

Tuttavia, la mia borsa è molto morbida. Tanto da poterla piegare e riporre in valigia, nel caso volessi portarla in viaggio con me. Ottimo!

COSA MI PIACE DELLA MIA BORSA MAISON MARGIELA?

  •  La fodera interna è scura e logata: molto particolare.

  • La tasca interna, con un semplice bottone, si divide in due mini-taschini utili.
  • Due bottoni, posti nei due estremi in fondo alla borsa, la trasformano in una borsa a sacco.

UNA PIACEVOLE SORPRESA!

Frugando nella mia borsa alla ricerca di informazioni utili, trovo due etichette. La prima mi dice il nome del brand: molto semplice e minimale.

La seconda etichetta mi informa che è una borsa Made in Italy:

Come sai, sono molto legata alla produzione nostrana, e questa scoperta mi ha riempito il cuore!

Tra l’altro, quest’aspetto del brand ha un significato che vale la pena sottolineare: anche le produzioni più ampie e diversificate, di brand più grandi e autorevoli, possono essere fatte in Italia.

E non solo: possiamo dedurre che i brand che cercano qualità, vengono a produrre in Italia, una terra d’eccellenza.

LA MIA BORSA È PROMOSSA?

Nonostante Martin Margiela non sia più il designer del brand che porta il suo nome, il team creativo del marchio dimostra di mantere fede alle radici innovative del suo fondatore, con molta attenzione per i particolari:

  • Le cuciture, quelle in vista, sono ben fatte e non presentano nessuna approssimazione.
  • Le rifiniture sono curate: non ci sono fili volanti o altri particolari che mi facciano pensare ad un lavoro superficiale.
  • Il rapporto qualità/prezzo è soddisfacente, visto che si tratta di una produzione Made in Italy.
  • Nonostante la semplicità della borsa, è percepibile che alla base vi è uno studio approfondito del prodotto.
  • È una borsa funzionale poichè è capiente e molto comoda, grazie alla struttura e ai materiali adoperati.

In sostanza, la mia borsa è promossa!

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