LIU-JO, UNA STORIA ITALIANA: COM’È LA MIA BORSA?

Forse non sai che Carpi, il comune in provincia di Modena, per molti anni è stata una piccola e prestigiosa capitale dell’industria tessile italiana. Gli anni ’80, principalmente, l’hanno vista ai vertici della produzione europea.

Ed è proprio a Carpi che nasce, nel 1962, Marco Marchi, l’attuale patron di Liu-Jo.

Marco, dopo la laurea in Agraria, decise di non seguire la tradizione familiare nel settore alimentare, ma di iniziare un percorso nella moda; le sue intuizioni giovanili saranno la radice di Liu-Jo, un brand conosciuto, oggi, in tutto il mondo.

Il giovane emiliano, nel 1985, mise in piedi un’azienda dedicata alla produzione di maglieria per private labels, ossia per i marchi della moda, nel settore abbigliamento. Era un terzista e tra i suoi clienti, vi erano nomi prestigiosi come Zara e Mango.

La crescita della produzione era significativa e Marco diventava sempre più conoscitore del settore tessile.

GLI ANNI ’90 E IL CAMBIAMENTO

Gli anni ’90 furono decisivi per alcune aziende italiane. Si respirava nell’aria un forte cambiamento, dovuto, principalmente alla liberalizzazione degli scambi internazionali.

Se da un lato, queste manovre furono prosperose per l’entrata nel mercato globale, dall’altro divennero deleterie per molte piccole realtà italiane, costrette a chiudere le loro attività perchè poco competitive con il nuovo business in arrivo, quello cinese. Questo ha riguardato, soprattutto, il mondo dei terzisti.

Conosco bene quegli anni, perchè la pelletteria napoletana è tra i settori che ha subito, maggiormente, i duri colpi dell’Asia alla riscossa.

Tuttavia, le sorti di Marco Marchi e della sua azienda non furono queste. Al contrario, assieme al fratello maggiore Vanni, diede alla luce un nuovo progetto: Liu-Jo, un brand familiare che auspicava a lanciare sul mercato un total look nello scenario dell’abbigliamento.

Niente da temere di fronte ai produttori stranieri, se il tuo brand è un Made in Italy, che si occupa della produzione, fino alla distribuzione!

Infatti, attualmente Liu-Jo, distribuisce in Europa e in Asia, tramite una compagnia ad hoc che siamo Liu-Jo Asia Pacif.

Tra le curiosità brand, ho potuto constarare che il suo Nome è nato dall’unione di due soprannomi: quello di Marco Vanni (Jo) e della sua compagna dell’epoca (Liu).

Le boutique monomarca che si contano in tutto il mondo sono 350, mentre i negozi plurimarca arrivano, oggi, a 5.000, distribuiti in 50 paesi e 3 diversi continenti.

Insomma, siamo di fronte ad un brand molto autorevole, che ha impostato la filosofia del design su un mood elegante, raffinato e glamour; infatti, il target di riferimento è la giovane donna, dai 30 ai 40 anni che ama la classe, senza trascurare lo stile e la moda.

Attualmente Liu-Jo si occupa di abbigliamento, accessori, casa, sport e fragranze di profumi; uno dei punti di forza è rappresentato dalla sinergia dei due fratelli, che assieme hanno dato il meglio per lo stesso obiettivo: portare Liu-Jo nel mondo. Sebbene, Vanni Marchi è uscito dall’organico dell’azienda, pur rimanendo proprietario del 10%.

Forse, dopo lo spirito familiare, si apriranno le porte ad altri futuri economici, come quello delle nuove participazioni esterne da parte dei fondi monetari.

MA DOVE PRODUCE OGGI LIU-JO?

Come sai, quando compro una borsa, una delle prime cose che faccio è cercare all’interno le etichette che mi informano sulla provenienza.

In realtà, dal packaging della mia borsa Liu-Jo, ho ipotizzato, fin da subito, che non fosse prodotta in Italia. Ma potevo sbagliarmi.

Così, ho cercato le informazioni a riguardo e ho trovato un’etichetta interna che mi dice che il prodotto è IMPORTATO. Non c’è scritto da dove, ma fa chiarezza sul fatto che non sia un Made in Italy.

Senza dubbio, sarei stata più contenta di sapere che un’azienda ricca di storia ed esperienza, radicata sul territorio nazionale, avesse mantenuto qui la produzione, tenendo fede al reale Made in Italy.

Tuttavia, come spesso ripeto, la trasparenza ha un valore importante nella politica di un brand: Liu-Jo produce fuori porta e ce lo fa sapere!

ECCO LA MIA BORSA LIU-JO

Ho comprata la mia borsa Liu-Jo direttamente sul sito e l’ho ricevuta in poco tempo, con la possibilità di tracciare la spedizione. Ho scelto una borsa capiente e ben strutturata, un modello Moscova.

La borsa, come anticipato, si presenta avvolta nella carta e nella plastica: questo tipo di packaging, purtroppo, infierisce sul profumo, poichè l’ho aperta, ho subito sentito un odore di “chiuso”.

Gli accessori lucenti, mi piacciono molto, soprattutto perchè tutti logati con lo stemma del brand.

LA BORSA È IN SIMIL-PELLE

Questo tipo di borsa può essere adatto a chi non ama la pelle, oppure non la sceglie per motivi etici.

La borsa Liu-Jo, infatti, è in Simil-pelle, un materiale che deriva dalla plastica e che non ha nulla a che fare con la pelle vera e propria.

Il fatto che il brand informa circa la natura del materiale è molto apprezzabile: spesso, può accadere, infatti, che la finta pelle venga confusa con l’ecopelle. Diciamo pure che alcune aziende giocano sulle nomenclature, facendo credere si tratti di ecopelle.

Come ho spiegato altre volte, l’ecopelle ha origini animali e proviene dagli scarti alimentari. Al contrario della simil-pelle o finta pelle, che vengono prodotte dai derivati del pvc.

COSA NON VA NELLA MIA BORSA?

A prima vista, cuciture e tintura (dove è presente), sembrano ben fatte e i dettagli molto curati. Ma, andando ad esplorare bene la mia borsa, noto alcuni punti critici:

  • Le cuciture, ai lati della borsa, in prossimità dell’apertura, sono come “ammassate”.
  • le rifiniture non sono stare curate nei minimi particolari.

LA MIA BORSA LIU-JO È PROMOSSA?

Il modello della borsa e la sua struttura si sposano perfettamente, donando al prodotto, uno stile decisamente glamour. Gli scomparti interni, divisi da una tramezza, con una fodera a contrasto, rendono la borsa molto funzionale. Come sai, adoro le borse grandi grazie alla possibilità di usarle al meglio, in tutti i momenti: dall’ufficio, fino ad una cena fuori.

Gli accessori sono ricercati e ben distribuiti. In sostanza, la borsa mi piace molto ed è PROMOSSA!

Uno dei punti che mi spinge a promuoverla è il rapporto qualità/prezzo: nonostante, infatti, vi siano alcuni difetti legati alle rifiniture, l’equilibrio tra il prezzo finale e la natura del prodotto è vantaggioso.

QUANTO HO PAGATO LA MIA BORSA LIU-JO?

QUALI SONO I DETTAGLI DA GUARDARE?

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“Il bello delle borse originali è che puoi esibirle.

Compra sempre originale!”

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