BORSA VALENTINO, UNA STORIA NAPOLETANA. LA MIA RECENSIONE

Mario Valentino è figlio della Pelletteria napoletana ed è stato definito da molti un “imprenditore illuminato”, grazie alle sue visioni stilistiche fuori dagli schemi classici: oggi, cara amica e lettrice, vedremo da vicino la mia Borsa Valentino.

Ti dico subito che la mia nuova borsa è perfetta per le serate d’estate, grazie al suo bianco luminoso che, in modo originale, si accosta alla galvanica degli accessori, come la tracolla-catena e le chiusure.

Tra pochissimo ti mostrerò la mia Borsa Valentino e capiremo se è una borsa di qualità.

Il nome di Mario Valentino non è divenuto celebre solo a Napoli, terra natale dell’azienda di famiglia; ma in tutto il mondo.

Basta pensare che personaggi dal calibro di Farah Diba, Jacqueline Kennedy Onassis, Consuelo Crespi, Alfonso Bellome e Maria Callas erano clienti affezionati di Valentino. E non solo: Liz Taylor, Lady Diana, Hillary Clinton, Melania Trump, Catherine Deneuve, Catherine Spaak e le gemelle Kessler compravano i suoi capi, soprattutto borse e scarpe.

Tutto di Pelle, sempre.

Si può dire che la pelle è sempre stato il tratto distintivo del marchio Valentino, come a sottolineare un’appartenenza, oltre che una scelta.

Un legame che va oltre le direzioni aziendali e oltre le vetrine della moda: si tratta delle radici.

Infatti, Mario Valentino è figlio d’arte.

Il padre, Vincenzo Valentino, era un abile artigiano della pelletteria napoletana ed era molto affermato nei contesti aristocratici: fin dai primi del ‘900, creava accessori per i sovrani della Città, oltre che per i nobili europei e per le dive internazionali.

Per cui, la selezione delle pelli pregiate e la manodopera accurata rappresentano una sorta di eredità storica che Mario Valentino ha saputo, tuttavia, rivoluzionare.

Esiste una tappa precisa che ha segnato, probabilmente, la svolta di Mario sugli scenari della moda mondiale: la creazione, nel 1954, di una scarpa da donna ultra-semplice. Un sandalo piatto, nudo e ornato soltanto da un fiore di corallo trattenuto da due fili sottili di perle.

Il sandalo di Valentino fu presentato al defileé di Alta Moda a Roma e incantò tutti: pubblico, stampa e compratori; attualmente, è esposto al museo della calzatura Bally di Schoenenwerd (Svizzera), accanto alle calzature che la Regina Elisabetta indossava il giorno delle sue nozze.

Grazie a questo tipo di calzatura, l’azienda vinse il premio redazionale su Vogue Francia e riuscì ad ottenere una collaborazione con I. Miller di New York, l’ unica azienda oltreoceano che, all’ epoca, importava scarpe di lusso e le distribuiva negli Stati Uniti.

Mario Valentino per molti anni ha rappresentato il Made in Italy all’estero, ma non si è fermato a questo: a mio parere, è stato un valido portavoce della Pelletteria napoletana, che ancora oggi “racconta” storie su quell’imprenditore geniale…così audace, così borderline.

Anche la mia famiglia fa parte della pelletteria napoletana e, ancora oggi, la nostra azienda produce in nome dell’artigianato di un tempo, sebbene allineato alle evoluzioni aziendali.

Anche io ho seguito le “passioni” familiari e, attualmente, produco borse conte terzi per alcuni nomi del Lusso.

… DI STORIE SU MARIO VALENTINO NE HO SENTITE TANTE: UNA SPECIE DI NARRAZIONE MITOLOGICA, TRA IL REALE E L’IMPOSSIBILE.

Nei corridoi delle fabbriche napoletane, infatti, si racconta di quel marchio Valentino, così richiesto in tutto il mondo che quasi tutte le aziende nostrane iniziarono a produrre le sue borse e i suoi accessori.

Le fabbriche nascevano in ogni posto della città, oltre che attorno alla sede principale del brand, nel quartiere Sanità.

Ebbene, la situazione divenne surreale e, in parte, ingestibile.

Molti produttori iniziarono a sovra-produrre i pezzi Valentino, oltre quelli richiesti dal marchio.

La merce in esubero, così creata, entrava a far parte del mercato cosiddetto parallelo, cioè il circuito della commercializzazione illegale (sotto banco) di un prodotto firmato.

È inevitabile che questo tipo di attività illecite si sviluppino sempre attorno ad un’eccellenza. Come se, per molti anni, questo fosse stato un rovescio della medaglia inesorabile.

Pertanto, La bellezza e il know how della nostra pelletteria ha dovuto sempre fare i conti con la piaga della Contraffazione e del mercato criminale. Una piaga che, senz’altro, ha portato danni collaterali enormi: ancora oggi paghiamo il prezzo di una fama negativa, incollata addosso come la resina ai rami solitari.

Da napoletana, da imprenditrice e da cittadina critica LOTTO DA ANNI contro la contraffazione. Anche questa RECENSIONE È PARTE IMPORTANTE DELLA MIA LOTTA.

FACCIO LE RECENSIONI ALLE BORSE CHE COMPRO PER MOSTRARTI quanta preziosità esiste dietro i marchi del nostro territorio e quanti artigiani esperti ne fanno parte.

Faccio le Recensioni alle Borse che compro per INFORMARTI di quante alternative valide esistono al mercato del falso.

I marchi che esploriamo insieme, sono carichi di storie importanti e di persone coraggiose che si sono messe in discussione: scegliere di dare i tuoi soldi a queste Realtà significa fare il tifo per la tua Terra, e boicottare chi la vuole distruggere (la criminalità).

borsa valentino
LA MIA AZIENDA

Mario Valentino per molti anni, fino agli anni ’90, ha governato le scene della pelletteria, seducendo perfino i personaggi più eclettici, come  Andy WarholGiorgio Pomodoro.

Non è un caso che Ornella Cirillo, docente di Storia della Moda presso l’Università degli studi della Campania ‘Luigi Vanvitelli’, abbia scritto un libro sulla sua storia e la sua carriera professionale:  ‘Mario Valentino – Una storia tra moda, design e arte’. Un libro divenuto molto famoso.

Il marchio attualmente è tornato a vivere sotto nuove luci, grazie al gruppo napoletano Miriade che abbiamo già conosciuto in altre recensioni. Ricordi quali?

La Borsa Carpisa e la Borsa Roccobarocco.

Entrambi i marchi, assieme a Valentino ed altri brand partenopei, sono commercializzati da Miriade. E in alcuni casi, il gruppo si occupa anche della produzione.

Senza dubbio, alcuni aspetti sono cambiati. Ma il marchio continua a vivere.

BORSA VALENTINO: ECCO IL MODELLO CHE HO SCELTO

borsa valentino

Come ti ho anticipato, ho scelto una borsa bianca, dagli accessori in una galvanica dorata molto particolare.

Il modello che ho scelto è della linea Grifone, Valentino bag.

Il prezzo al cartellino è di 109,90 euro. Ma ho potuto usufruire, in negozio, del 20% di sconto. Uno shop, ovviamente, Miriade.

La trama estetica della mia borsa ricorda molto quella usata da Yves Saint Laurent e mi piace molto!

VEDIAMO TUTTI I DETTAGLI:

  • La mia borsa Valentino è corredata da una flanellina colorata, con la stampa del marchio Miriade: penso che informare il consumatore circa la provenienza di ogni singolo accessorio sia fondamentale in vista di una filiera sempre più vicina a Chi Compra.
  • La mia borsa è molto leggera e ha un odore piacevole; il colore mi piace molto, soprattutto in contrasto con gli accessori: chiusure, catena, logo, etc.

borsa valentino

  • All’interno trovo una fodera bianca e una tramezza; ci sono, inoltre, due tasche utili per riporre gli oggetti più piccoli.

borsa valentino

La mia Borsa è MADE IN CHINA, come mi informa l’etichetta interna.

Ebbene, il Luogo di Produzione non è sempre indicatore di qualità, o al contrario di inefficienza. A volte, tendiamo a pensare che un prodotto fatto in Cina non sia alla pari di un Made in Italy: ma non è così.

In Cina esistono fabbriche molto efficienti e super-organizzate, sotto il profilo della gestione del lavoro; come in Italia esistono (anche) aziende fantasma che mettono in serio pericolo la nostra qualità poiché non seguono gli standard del Made in Italy, ma scelgono la regola dei numeri e dell’approssimazione.

Pertanto, il luogo di produzione è importante, ma non dice (sempre) tutto.

Tuttavia, io sono particolarmente legata alla produzione Made in Casa, perché ritengo che una Filiera “prossima” e comunicativa sia una Filiera che funziona.

Per cui, spero che Miriade, così come i brand citati prima, cerchino di riportate la produzione in Italia e favorire le nostre fabbriche, soprattutto alla luce degli ultimi eventi globali (legati al c.d. Covid-19), per i quali l’economia dei singoli paesi è seriamente in pericolo.

Il Made in Italy ha bisogno dei nomi della nostra eccellenza, e viceversa. È una sorta di sodalizio magico che potrebbe rendere esponenziale la crescita di entrambi, cioè delle aziende e dei nostri comparti produttivi.

BORSA VALENTINO: È PROMOSSA?

La mia borsa è decisamente promossa. Credo sia un accessorio molto funzionale e potrà rivelarsi utile in diverse occasioni, grazie al suo mood elegante ma, allo stesso tempo, semplice.

Tuttavia, dopo averla usata per un po’ ti farò sapere come mi sono trovata e se ho avuto problemi a riguardo.

Compra sempre borse originali e non stancarti mai di scoprire la loro Storia!

VOTI

CUCITURA 4
TINTURA 4
RIFINITURE 4
RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO 4
UTILITÀ 4 1/2

GUARDA IL VIDEO DELLA MIA RECENSIONE ALLA BORSA VALENTINO!

SCRIVI QUI SOTTO PER DARMI LA TUA OPINIONE OPPURE PER CONSIGLIARMI UNA NUOVA BORSA!

GRAZIE PER IL TEMPO CHE MI HAI DEDICATO.

BORSA VALENTINO

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2 pensieri riguardo “BORSA VALENTINO, UNA STORIA NAPOLETANA. LA MIA RECENSIONE

  • 25/08/2021 in 17:30
    Permalink

    Salve ho acquistato uno zaino della Valentino meno di un mese fa in un centro commerciale rivenditore valentino a pagani …indosso lo zaino che era perfetto e cestino lo scontrino non immaginando che accadesse questo il quale ritorni in negozio e faccio notare alla commessa che mi riconosce il giorno dell acquisto ma riferisce che non le è mai capitato è giusto aver pagato uno zaino 70 euro in saldo e dopo meno di un mese ritrovarlo cosi

    Risposta
    • 29/10/2021 in 20:25
      Permalink

      Ciao Anna, purtroppo i fattori della buona riuscita sono diversi 🙂
      Spiace leggere di questi problemi e mi auguro tu abbia risolto.
      Un abbraccio

      Risposta

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