Dazi Doganali per difendere il Made in Italy: quanto sono Utili?

Il Made in Italy, il gigante buono delle favole, l’ospite atteso in salotto…la formula che coniuga il Consumo e la Cultura.

Sì, perchè, in effetti, oltre ad essere un’espressione che indica qualità (o dovrebbe), rappresenta anche il legame culturale che abbiamo con il nostro paese.

Tuttavia, spesso ho parlato del Made in Italy, raccontando la sua esistenza difficile…a causa della mancanza di certificazioni adeguate e dei controlli in merito, a causa delle produzioni fatte all’estero e spacciate per “italiane”, a causa della manodopera asiatica che si è fatta spazio nelle fabbriche para-italiane. Ma dopo ci occuperemo di questo.

Pare che la ricetta magica per riqualificare il Made in Italy esiste ed è stata esplicata dai Vice-Ministri Di Maio e Salvini, nell’arco degli ultimi mesi.

Si tratta dell’introduzione dei Dazi Doganali, una misura che, secondo i governanti, permetterebbe al nostro paese di ricondurre la produzione all’interno dei nostri confini, diminuendo le importazioni.

COSA SONO I DAZI?

I Dazi imposti alla dogana non sono altro che delle sovrattasse che si devono pagare sulle importazioni e/o sulle esportazioni; lo Stato sarà il beneficiario della spesa fiscale, mentre a pagare, ovviamente, sarà chi importa o chi esporta le merci.

Il Ministro Salvini, lo scorso giugno, ha parlato dell’intenzione di adottare queste misure Protezionistiche in Italia, prendendo spunto da quelle americane messe in atto da Trump (e precedentemente da Bush) in merito alle produzioni di Acciaio e Alluminio.

C’è da dire che ai tempi di Bush, quest’ultimo fu constretto a fare marcia indietro, a causa dei contrasti nati con l’Unione Europea. Sì, perchè i dazi doganali possono essere causa di astio e conflitto tra i diversi paesi produttori, portando a delle ripercussioni gravi, sia nei mercati che nei rapporti economici tra i paesi stessi. Ci sono molti esempi, nella storia, di Guerra dei Dazi. Proprio come quella si è creata tra Usa e Cina, dopo le ultime decisioni in merito. Ma non sono un economista, nè una specialista del settore, per cui non intendo parlare degli effetti globali di tale manovra.

Intendo, invece, soffermarmi sul Made in Italy e le sue sorti.

Dopo Salvini, infatti, è stato Luigi Di Maio a parlare dei Dazi doganali in merito alle importazioni e lo ha fatto riferendosi, specificamente, alla difesa del nostro Made in Italy.

MA E’ QUESTO CHE SERVE AL MADE IN ITALY?

In passato ho scritto di un argomento un po’ controverso: la differenza che esiste tra il Made in Italy, inteso come etichetta di qualità, e Fatto in Italia.

Molti prodotti sono fatti in Italia, ma questo non garantisce un margine alto di qualità, nè ci da la sicurezza che tutti i materiali adoperati siano autentici e di lunga durata. Il Made in Italy è tutt’altra cosa: alla base di un prodotto qualitativamente buono e basato sulla scuola italiana, vi è un lavoro specifico. Ossia l’ideazione, le tecniche adoperate, l’attuazione di un Know How efficiente e in linea con il nostro artigianato.

Pertanto, i provvedimenti auspicabili non dovrebbero riguardare, a mio parere, la diminuzione delle importazioni, ma la concentrazione in Italia di un polo di riferimento per il Made in Italy. Un controllo adeguato e rigido sulla Filiera, sui Processi Produttivi e sulla Qualità.

A cosa sevono i Dazi Doganali? Forse a limitare l’importazione dei prodotti tessili asiatici e della pelletteria Made in Cina?

La risposta è No, poichè tali prodotti vengono fabbricati direttamente qui, dai cinesi.

Sono numerose le aziende italiane di pelletteria, in cui la manodopera è interamente asiatica. Personalmente, non ho Nulla in contrario all’integrazione lavorativa e allo scambio della conoscenza; tuttavia, bisogna dire che il Made in Italy è costruito, principalmente, sulla nostra Storia Artigianale, sulla trasmissione del Sapere che per anni, nelle aziende, è andata da padre in figlio: il Made in Italy è anche questo…il mantenimento dei legami culturali tramite il lavoro manuale, che si differenzia, nettamente, dalla meccanica seriale a cui sono abituati i lavoratori asiatici.

Questi ultimi posseggono grandi doti e grandi capacità organizzative e gestionali, ma se vogliamo dare al Made in Italy la luce che merita, dobbiamo anche spingere i nostri Giovani Professionisti all’esplorazione di un mondo antico, quello artigianale, che, tuttavi, può diventare Nuovo ed Interessante ai loro occhi. Un mondo Chiuso nelle mani dei vecchi maestri, ma pronto ad essere rivisitato e trasformato, senza disancorare lo sguardo. Si tratta di Costruire una Rete solida e densa di sicurezze, quelle che oggi mancano come il pane.

In Italia, attualmente, esiste una Certificazione di Processo, rilasciata dalla Camera di Commercio, che si occupa proprio di determinare gli standard e la qualità dei prodotti Made in Italy. Tuttavia, si tratta di carte che si possono ottenere anche bypassando, leggermente, tutte le regole imposte: non esistono, a riguardo, indicazioni aggiornate o controlli severi.

Al contrario, per esempio, di ciò che riguarda il Parmigiano, la cui certificazione è affidata ad un Consorzio, il quale impone una rigida disciplina sulla provenienza e la lavorazione. Un vero e proprio controllo dell’Intera Filiera, senza alcuna scappatoia.

Inoltre, bisogna aggungere che, secondo le leggi vigenti, il Made in Italy può essere attribuito ad un prodotto che è stato fatto in Italia, solo in parte. Cioè: per avere il marchio italiano, a volte, basta che l’ogetto in questione sia stato solo assemblato e incartato in Italia. Per cui non c’è nessuna garanzia, nè conoscenza, circa la provenienza e la vita del prodotto stesso.

…E LA FEDINA PENALE?

L’Italia è un paese confuso, o forse, troppo ingenuo. Sì, perchè alcune regole importanti sono state attuate solo in alcuni settori, lasciando gli altri alle sorti avverse della giungla urbana.

Per quanto riguarda il settore edilizio, infatti, per ricevere tutte le licenze necessarie, è fondamentale dimostrare alle istituzioni che i precedenti penali siano, più o meno, puliti, e che non si ha la fedina penale macchiata della specifica condanna di Affiliazione Mafiosa.

Probabilmente, si è pensato che i soldi della camorra siano, prettamente, dedicati alla costruzione edilizia per un fatto di passione

O, forse, sarà stato più facile immaginare un mafioso indaffarato con un pilastro di cemento, piuttosto che dietro una macchina da cucire…

O, forse, hanno dimenticato che la Criminalità Organizzata ha braccia lunghe e contorse come le radici dei grandi alberi; per cui, può arrivare quasi ovunque.

Fatto sta che io producono Borse di Pelle e, per ovvi motivi, conosco bene questo mondo; pertanto, ritengo che un provvedimento circa il controllo della Fedina Penale, sarebbe, senza alcun dubbio, utile al settore della produzione italiana, sia Tessile che pellettiera.

 

COSA SERVIREBBE AL MADE IN ITALY
CERTIFICAZIONE SULLA FILIERA
CONTROLLI COSTANTI E SEVERI SUGLI STANDARD DI QUALITA’
CREAZIONE DI UNA RETE E DI UN CONSORZIO
CONTROLLI SUI SOGGETTI ATTIVI NEL SETTORE

(fedina penale)

 

SEI D’ACCORDO CON LA MIA VISIONE CIRCA IL MADE IN ITALY E I PROCESSI NECESSARI PER PROTEGGERLO? COSA PENSI DI QUEST’ARTICOLO? COMMENTA QUI SOTTO E CONFRONTIAMO I NOSTRI PUNTI DI VISTA!

 

 

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