IL MADE IN ITALY SI FA A NAPOLI MA NESSUNO NE PARLA: LE FIRME

Quanti sono i grandi marchi Made in Italy che producono a Napoli o nella sua provincia? Moltissimi.

Ma attorno a quest’argomento c’è sempre un gran silenzio. Religioso, timido, spaventato.

Al contrario, Napoli è ampiamente conosciuta come “efficiente” sede della Contraffazione, cioè della produzione del Falso. Borse, scarpe, orologi.

Quale tarocco ti interessa? A Napoli puoi trovarlo!

È questo il messaggio che viaggia, veloce e indisturbato nell’etere, nelle Tv, sui giornali, nelle chiacchiere tra amici, sui social.

Quando un’etichetta diventa “globale” sopravvive a tutto il resto, e per molto tempo.

E l’etichetta che abbiamo cucita addosso, a quanto pare, è proprio quella del Falso.

La pelletteria napoletana è antica ed esperta, ma questa è una verità poco conosciuta.

Perché ti sto parlando di pelletteria, contraffazione e Made in Italy a Napoli?

Perché sono un’imprenditrice e sono molto stanca.

Mi occupo di produzione conto terzi, nell’ambito della pelletteria napoletana. Produco ormai da molti anni borse Made in Italy per uno dei marchi più famosi del mondo, collocato nella fascia del lusso.

Lavoro molte ore al giorno, posso contare su una manodopera profondamente specializzata, pago adeguatamente le tasse e rispondo tempestivamente a tutti i miei “oneri” burocratici.

Posso affermare di essere una persona onesta. Credo nel mio lavoro e, soprattutto, amo tutto ciò che gira attorno alla pelletteria napoletana.

E non sono sola.

Esistono centinaia di imprenditori a Napoli che, ogni giorno, fanno il loro lavoro sotto la luce del sole e della speranza. Quelli che al telegiornale non vengono intervistati. Quelli che non sono i protagonisti delle storie famigerate raccontate dalle Serie Tv.

MADE IN ITALY

Personalmente, ho scelto di parlare apertamente del mio settore e di tutti i suoi problemi: lo faccio tramite il mio canale youtube – lo faccio su questo blog e sulle mie pagine social – lo faccio quando incontro nuovi clienti o vecchi colleghi – lo faccio ogni volta che ho qualcosa di importante da dire.

E oggi ce l’ho.

Come già ti ho anticipato, sono stanca.

Stanca di vedere il mondo della pelletteria napoletana essere continuamente sotto attacco mediatico; stanca di respirare nell’aria e nei commenti della gente (ancora) l’indissolubile legame tra Napoli e la contraffazione.

Certo, il mercato criminale del falso esiste. Ed è ancora attivo. Si può dire che sia una delle “entrate” principali dei clan mafiosi.

Ma esiste nelle strade di Napoli, come in quelle di Manchester e di Nuova York. È un’entità che perseguita tutte le grandi città, ricche o povere che siano.

Con questo non intendo dire che Napoli non ha avuto un ruolo importante nel mercato della contraffazione. Se lo dicessi, mancherei di obiettività e non è da me. Io, prima di essere innamorata della mia terra, sono profondamente critica. Perché ritengo che la critica utile sia una forma d’amore, in questo caso.

Non tutti sanno che l’artigianato napoletano è molto antico: cuoio, pelli, legno, ceramiche, coralli e molti altri materiali sono al centro della manualità partenopea da diversi secoli.

In uno dei miei articoli, ho raccontato come il Real Albergo dei Poveri fu commissionato da Carlo VII di Borbone per raccogliere tutti i giovani senza famiglia né lavoro e dar loro la possibilità di apprendere un’arte manuale, dalla pelletteria alla lavorazione dei cammei.

I napoletani, un tempo, erano tra gli artigiani più abili d’Europa. E si tratta di una competenza mai morta. Ancora in vita. Uno degli elementi del Made in Italy.

Ti sei mai chiesto da dove nasce la Contraffazione?

Inevitabilmente, dall’esistenza dell’Originale.

Senza la pre – esistenza di un prodotto autentico, non potrebbe nascere la sua copia.

E questo passaggio, in un certo senso, rispecchia ciò che è accaduto a Napoli.

È accaduto che molti marchi famosi (del lusso e non) hanno scelto di “lavorare”a Napoli grazie a determinate caratteristiche che, da sempre, distinguono la nostra produzione:

  • La manodopera specializzata e in continua formazione;
  • l’esistenza di importanti poli conciari (come Solofra e Grumo Nevano/Aversa), famosi in tutto il mondo per la lavorazione delle pelli;
  • l’antica tradizione pellettiera, dai guanti, alle borse fino la piccola pelletteria;
  • Il know-how trasmesso da padre in figlio e da maestro ad allievo, che favorisce una dimensione familiare dell’azienda, quindi più attenta e curata.

Molte fabbriche napoletane sono diventate così terzisti di marchi famosi ed autorevoli, fino a lavorare per le firme del lusso.

MADE IN ITALY

La tradizione, del resto, non ha bisogno di ulteriori referenze: immagina solo che il distretto di Solofra risale all’epoca medioevale, grazie alla perpetua abbondanza di acqua e di boschi di castagno, da cui si ricavava il tannino per la concia.

Ebbene, la massiccia presenza di brand importanti sul territorio, ha richiamato inevitabilmente l’attenzione di Chi, da sempre, guadagna seguendo una sola logica, quella del malaffare.

Per cui, il mercato della Contraffazione ha iniziato ad esistere perchè già esisteva quello Originale ed Autentico, testimone di un’indiscussa eccellenza.

La produzione illegale dei Falsi, pertanto, ha iniziato a vivere parallelamente a quella onesta, rubandogli talvolta la “manodopera”, e senza dubbio la scena.

In un territorio che ha visto periodi bui, fatti da guerra di camorra, disoccupazione e corruzione politica… non era difficile per i criminali trovare manodopera specializzata con problemi economici da “risolvere”.

Come accade spesso (e in tutte le parti del mondo), le mafie hanno approfittato dei disagi economici delle persone bisognose per portare avanti i loro affari.

Hanno potuto avere addirittura gli artigiani migliori.

MA PERCHÉ SI PARLA SOLO DI CONTRAFFAZIONE?!

Perché è utile.

È utile agli ascolti in Tv, alla tiratura del New York Times e di Repubblica; è utile per prendere Like sui social e consensi nei “salotti privati”.

Insomma, parlare della Contraffazione a Napoli è sempre un buon affare…

Anche perchè, come sai, le persone si appassionano di più se la Storia è ambigua, sconcia o sporca di sangue.

E, per giunta, Qui nessuno fa nulla per impedire tutto questo.

Lavoro nella produzione pellettiera da diversi anni e, prima di me, i miei genitori. Conosco bene i rapporti tra gli imprenditori e posso affermare che la coesione tra i produttori onesti è quasi nulla. Non c’è dialogo, né reciprocità.

Ma di questo ne parleremo in un altro momento, quindi continua a seguirmi se vuoi conoscere i retroscena della pelletteria napoletana.

ECCO I MARCHI DEL LUSSO MADE IN ITALY CHE PRODUCONO A NAPOLI

Come già ti ho anticipato, i brand che producono a Napoli sono molti e quasi tutti si affidano alla produzione conto terzi.

Le zone di produzione sono moltissime:

  •  si parte dal cuore di Napoli, per arrivare alla periferia nord, fino a quella orientale (Poggioreale, Ponticelli); si arriva poi alla provincia partenopea, come quella Vesuviana, fino ad uscire da Napoli per entrare nell’hinterland casertano, come Carinaro, uno dei più grandi centri di produzione di pelletteria e abbigliamento. Senza dimenticare i distretti conciari (Solofra e Grumo Nevano) che hanno visto nascere, nei territori limitrofi, moltissime fabbriche di calzature e accessori di pelle.

È l’intera Campania ad essere  culla e dimora della produzione Made in Italy autentica, quella che risponde a tutti gli standard di qualità che il Made in Italy chiede. Poiché “Made in Italy” è differente da Fatto in Italia e devi fare molta attenzione a questo quando fai i tuoi acquisti! (approfondisci l’argomento nel mio articolo dedicato).

Solo il distretto avellinese conta 400 concerie e circa 4 mila addetti, con un indotto annuo di oltre 500 milioni di euro (fonte: I Distretti Campani – calzature, pelletterie, abbigliamento – Regione Campania).

Di seguito, ti mostro un breve elenco dei marchi di lusso che attualmente producono a Napoli ( e nella provincia):

  • GUCCI
  • BALENCIAGA
  • SAINT LAURENT
  • BOTTEGA VENETA

 

  • LOUIS VUITTON
  • FENDI
  • DIOR
  • CHANEL
  • FERRAGAMO
  • VERSACE
  • DOLCE & GABBANA

Ovviamente, oltre ai brand di punta, esistono molti sotto-brand o brand minori che producono in territorio partenopeo.

Ed esistono anche moltissimi brand napoletani, creativi ed onesti, che producono borse estrose e di qualità. Alcuni di questi li abbiamo incontrati nelle mie recensioni, altri non ancora: si tratta di una parte grande, bella ed emozionante della nostra produzione.

MA TUTTO QUESTO, probabilmente, non è AFFASCINANTE quanto la contraffazione, il mercato criminale o la Napoli che “puzza di ragù e di malavita”, come dice una canzone di un artista napoletano.

Qualche anno fa, ho trattato questo argomento in una intervista pubblicata su Vesuvio Live, nel quale mi chiedevano di parlare della produzione napoletana e i suoi punti d’ombra.

Come ti ho detto prima, le penombre non sono solo causate dal contesto esterno: le colpe dei Napoletani sono molte e te ne parlerò nel prossimo articolo.

Continua a seguirmi e ad appassionarti alla nostra terra.

Se restiamo uniti, possiamo vincere le battaglie che impariamo ad amare!

GUARDA IL MIO VIDEO SULLE FIRME CHE PRODUCONO A NAPOLI!

MADE IN ITALY

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GRAZIE DEL TEMPO CHE MI HAI DEDICATO.

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2 pensieri riguardo “IL MADE IN ITALY SI FA A NAPOLI MA NESSUNO NE PARLA: LE FIRME

  • 24/03/2020 in 2:29
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    Complimenti per quello che fa continui su questa via che è quella giusta sii aperta a tutti e noi dalla nostra parte come utenze divulgheremo quello che dice brava e bravi a tutti quelli che credono nel sud

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    • 26/03/2020 in 20:40
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      Ciao Giovanni grazie mille, sono onorata. Un abbraccio grande <3

      Risposta

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