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BORSA QUARTIERE 3: INGEGNO E ARTIGIANATO. LA MIA RECENSIONE

borsa quartiere 3

La borsa Quartiere 3 è l’ultima arrivata nella mia collezione e non vedo l’ora di mostrartela!

ho scoperto Quartiere 3 in un pomeriggio d’estate: ero a casa, da sola, intenta a cercare nuovi brand da recensire; i social mi aiutano molto nelle mie esplorazioni, sopratutto instagram: le foto dei prodotti, dei dettagli e di tutti i possibili colori, assieme ai video e agli altri contenuti realizzati dai brand, mi permettono di affacciarmi per bene sulle realtà che mi interessano.

Fu così che incontrai le creazioni di Quartiere 3.

Dopo aver visto un po’ di foto e aver apprezzato quel lavoro artigianale così sentito e appassionato, andai dritta sul sito per il mio acquisto.

Tra i diversi prodotti, tutti realizzati con vacchetta conciata al vegetale, scelsi di comprare il modello TriBag, una borsa di pelle che può avere tre diverse funzioni. Tra poco ti dirò quali!

Ero felice, come ogni volta che compro una nuova borsa; e iniziai a godermi l’attesa, immaginandomi di spacchettarla.

Il mio pacco ha impiegato qualche settimana ad arrivare; quando si tratta di vero artigianato, del resto, i tempi si dilatano sempre un po’, scorrendo lontani dai frenetici ritmi della produzione industriale.

Prima di immergerci nella mia nuova borsa e nella storia di Stefano, il creatore del marchio toscano, è importante che tu sappia che quest’articolo NON È SPONSORIZZATO, come tutti quelli presenti sul mio blog.

NESSUNO MI PAGA PER RECENSIRE UNA O L’ALTRA BORSA, NÈ ACCETTO PRODOTTI IN REGALO DA ALCUN MARCHIO.

Il mio blog, come il mio canale youtube e le mie pagine social NON SONO spazi pubblicitari.

Perché te lo sto dicendo?

Perché viviamo in un’epoca carica di messaggi promozionali, provenienti dai canali più impensabili: i social, le mail, le app sullo smartphone, i video musicali e altri mezzi collaterali, sono strumenti validi per la pubblicità. E non sempre riusciamo a distinguerla.

Per cui, è importante per me che tu sappia che questo è un Luogo libero.

Ma, soprattutto, è l’arma che uso per combattere uno dei fenomeni più dannosi dei nostri tempi: la Contraffazione.

Come lo faccio?

Aprendo una finestra sui marchi onesti della nostra pelletteria, che siano popolari o no; che siano di tendenza, o no.

Mi piace parlarti delle realtà che esistono sul mercato e che, spesso, non riusciamo a vedere; realtà che offrono prodotti realmente originali e competitivi. Realtà che possono essere una valida alternativa al mercato illegale della contraffazione, uno dei flussi economici più pericolosi del mondo.

Ogni giorno, cerco di trasmetterti l’importanza di un acquisto onesto, proveniente  dalla Filiera Legale.

Questa è la lotta che ho scelto. E questa è la pelletteria che sogno.

Sono cresciuta in fabbrica, tra i colori caldi delle borse appena create e i rotoli di pelle grezza dal profumo piuttosto confuso.

La pelletteria mi appartiene come mi appartiene la mia famiglia, poiché i miei maestri sono stati i miei genitori.

Attualmente, gestisco un’azienda che si occupa di produzione conto terzi di borse in pelle Made in Italy, nel cuore di Napoli.

E sono stanca di vedere la pelletteria e i suoi comparti produttivi penalizzati duramente dalla minaccia del mercato del falso, sempre più acclamato.

Apriamo gli occhi: la produzione del falso è gestita totalmente dalla criminalità organizzata.

È QUESTO IL MONDO PRODUTTIVO CHE VOGLIAMO?

Credo che tu stia con me!

Per cui, tuffiamoci nella mia nuova borsa e nella storia di Chi l’ha creata.

Sono pronta a parlarti di Stefano e delle sue borse Quartiere 3, pezzi autentici della pelletteria Made in Italy.

L’artigiano toscano ha frequentato l’Alta Scuola di Pelletteria Italiana di Firenze, un canale che gli ha permesso di poter lavorare nelle fabbriche dei grandi nomi del lusso.

Ma questa strada non era la sua, come egli stesso ci racconta sul sito ufficiale del brand: Stefano sognava di poter realizzare i disegni che nascevano nella sua testa e che passavano per le sue mani, fino a diventare prodotti finiti, e amati.

Sognava di vivere le sue creazioni dall’inizio alla fine, piuttosto che lavorare in modo seriale nelle catene di montaggio della grande produzione.

Fu così che scelse di camminare da solo, con il suo artigianato. Lasciò il “posto sicuro” in fabbrica, per raggiungere tutto il resto.

A supportare il suo lavoro, furono i suggerimenti di un vecchio artigiano che aveva lavorato, in passato, con le grandi firme della pelletteria.

Da un semplice vicino di campeggio, quell’uomo sapiente divenne un saggio consigliere per Stefano, che sbaglio dopo sbaglio imparò a fare le cose proprio come le desiderava.

Come ti ho detto, anche io mi occupo di produzione di borse, e collaboro con alcuni marchi famosi del mondo della moda.

Pertanto, so bene quanto impegno e quanta tenacia servono per portare avanti un sogno. Per costruirlo e vederlo crescere, anno dopo anno.

Fare azienda non è quasi mai cosa semplice; tantomeno decidere di fare l’artigiano del Made in Italy in un sistema economico vacillante, governato troppo spesso dalla legge dei grandi numeri.

Ma Stefano, come molti altri che abbiamo incontrato nelle storie di questo blog, è Qui e non sta mollando. È un pezzo importante del Made in Italy e della sua continuità storica.

Andiamo a vedere la mia borsa Quartiere 3!

BORSA QUARTIERE 3: HO SCELTO UN MODELLO TRASFORMABILE!

borsa quartiere 3

Ho comprato la mia borsa Quartiere 3 direttamente sul sito, pagandola 170,00 euro.

Il modello che ho scelto è una Tribag, in vacchetta, color smog.

Il nome della borsa indica la sua multi-funzionalità; infatti, facendo scorrere le maniglie sui vari anelli, la borsa si trasforma: una borsa a mano, una borsa a spalla (shopping) e un comodo zainetto.

La borsa, così ideata, mostra un intenso studio dietro al prodotto, uno dei punti fermi della scuola Made in Italy e del know how che si porta dietro.

Stefano crea i modelli, li progetta, li “costruisce”, li ripensa e li presenta al mondo; è lui ad occuparsi di tutta l’attività del suo brand, come raccontano alcune didascalie del suo sito. Questo è un grande merito!

borsa quartiere 3

La scatola in cui mi è arrivata la borsa è logata e molto carina, così come la flanellina che si presenta in un cotone doppio di alta qualità: l’attenzione per il packaging e per la presentazione del prodotto non manca!

VEDIAMO I DETTAGLI:

  • L’odore della mia borsa è quello della pelle vera, calda e profumata; la concia della pelle è quella al vegetale, il metodo più antico (e sostenibile) usato dalle nostre migliori concerie. Nell’intervista a Martina Esposito, esperta di pelle e patròn dell’azienda Pellami Esposito, la giovane imprenditrice napoletana ci ha ben spiegato come riconoscere la pelle conciata al vegetale e cosa aspettarsi nel tempo: la pelle diverrà più rugosa e “vissuta”, acquisendo sempre più fascino. Pertanto, la pelle sarà anche molto morbida al tatto.
  • Il logo stampato a caldo sulla borsa ha attirato subito la mia attenzione: è un lampione di città, il quale indica il quartiere tre, uno dei quartieri di Firenze. Lo trovo molto figo!

borsa quartiere 3

  • Le cuciture, a contrasto sulla pelle, diventano un accessorio dell’accessorio, quasi ad incorniciare la borsa; mentre gli accessori veri e propri sono in ottone anticato. Molto piacevoli!

borsa quartiere 3

  • La borsa appare abbastanza leggera e le dimensioni sono più che giuste: è un accessorio che potrò usare in diversi momenti della giornata, comprese le ore lavorative.
  • La parte interna mi piace molto: la fodera è di cotone e la scelta cromatica davvero notevole. Mi piacciono i colori che ha usato e l’attenzione che ha dedicato agli interni, di solito trascurati dalla maggior parte dei marchi. Troviamo anche una mascherina con la lampo, e nuovamente il logo stampato a caldo.

borsa quartiere 3

borsa quartiere 3

  • I volumi della borsa sono perfetti e l’assenza della tintura conferisce al prodotto un animo vintage e romantico.

Ho notato alcuni difetti che riguardano i fermi di cucitura, cioè dove “ribattono” le cuciture; ma si tratta di piccolissimi dettagli, magari impercettibili agli occhi dei non-addetti-ai-lavori.

BORSA QUARTIERE 3: LA MIA BORSA È PROMOSSA?

Apprezzo molto il lavoro di Stefano e il suo amore per l’artigianato Made in Italy; non è facile, in un sistema come il nostro, riuscire a non perdere le radici del proprio sogno e, soprattutto, le speranze.

Siamo circondati da aziende disoneste che producono il Falso; da aziende oneste (?) che copiano borse già esistenti sul mercato; da fabbriche invisibili che minacciano, ogni giorno, il nostro Made in Italy.

Stefano, con il suo artigianato, prova a dare un colpo di colore a tutte queste ombre.

Si tratta di un lavoro che mostra uno studio massiccio e una passione ben canalizzata. Una progettualità che, senza dubbio, porterà ad una sana crescita del marchio.

La mia borsa Quartiere 3 è  stra-promossa e te la consiglio!

Seguimi per esplorare nuovi marchi e nuove creazioni, per tuffarci insieme nel Made in Italy e nelle sue storie magiche, fatte di persone, innovazioni e nuovi punti di vista!

VOTI

CUCITURE 4
TINTURE ASSENTE
RIFINITURE 4
RAPPORTO QUALITÀ / PREZZO 5
UTILITÀ 5

GUARDA IL MIO VIDEO ALLA RECENSIONE QUARTIERE 3!

SCRIVI QUI SOTTO PER SUGGERIRMI UN’ALTRA BORSA DA SCOPRIRE INSIEME!

GRAZIE PER IL TEMPO CHE MI HAI DEDICATO.

BORSA QUARTIERE 3

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