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La fotografia nella vendita: i consigli di Riccardo Ossola

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La fotografia è un universo ampio e molto articolato.

Ed è anche uno degli strumenti più potenti della vendita; dai cataloghi cartacei fino ai modelli di comunicazione più nuovi, come i social, la fotografia resta parte fondamentale del messaggio.

Un messaggio che avrà bisogno di altre componenti. Ma questo lo vedremo dopo.

Riccardo Ossola ci parlerà del valore delle immagini, intese come prodotto finale del processo che comprende la fotografia e la post-produzione fotografica.

Riccardo è Ceo di Fashion finish, un servizio specializzato nella produzione delle immagini di abiti e accessori di moda, oltre che a lavorare per uno dei più famosi brand del lusso.

Una buona immagine aumenta considerevolmente le probabilità di vendita, soprattutto quando si tratta di shopping on line.

Tuttavia, spesso ci ritroviamo di fronte ad immagini scadenti, ritoccate male o fuori contesto. Questo accade perché molti brand tendono a sottovalutare l’importanza dell’immagine finale, soffermandosi esclusivamente sulla fotografia in sé e non sul “prodotto” totale, il quale farà nettamente la differenza.

Pertanto, il cosiddetto “fotoritocco” rappresenta una vera e propria arte, a differenza di ciò che pensano i non addetti ai lavori.

In che modo la fotografia può aumentare la vendita?

Quali sono gli errori da evitare?

Tra pochissimo andremo a vedere quali sono i preziosissimi consigli di Riccardo Ossola!

Prima, devo ricordarti una cosa molto importante: questo blog è uno spazio libero.

Mi dedico ai contenuti che tengo a cuore e che circondano il mondo della produzione, della pelletteria e del Made in Italy.

Nessuno mi paga per questo, cioè non faccio pubblicità dietro ricompensa.

Sono una pellettiera digitale e, tramite i miei canali, porto alla luce tutto ciò che si nasconde dietro i nostri comparti produttivi e le strategie di vendita.

In pratica, cerco di far conoscere alla rete il mondo di cui faccio parte e tutte le sue potenzialità; cerco di comunicare l’intenso lavoro che si cela dietro i brand, più o meno conosciuti.

Io stessa faccio parte delle pelletteria italiana: mi occupo di produzione di borse di pelle conto terzi, lavorando per alcuni brand del fashion system.

E, per esperienza diretta, penso che ci sia bisogno di più informazione circa la nostra filiera.

Acquistare i prodotti della filiera legale significa supportare le nostre aziende e boicottare il commercio criminale della contraffazione.

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La mia azienda

Il mercato del falso è un mostro che combatto da sempre, e lo faccio perché amo la nostra manifattura.

Amo ciò che è stato il Made in Italy e ciò che potrà ancora essere, quando tutti prenderemo finalmente coscienza che solo i prodotti autentici possiedono la qualità che meritiamo.

Ed è per questo che faccio le recensioni alle borse che compro: la mia collezione conta decine di tipi di borse, da quelle di pelle fino alle borse vegan. Tutte con una cosa in comune: si tratta sempre e comunque di borse originali, ossia prodotte e distribuite tramite il mercato legale.

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A proposito di filiera legale, lavoro onesto e qualità…

L’argomento di oggi, il valore delle immagini nel processo di vendita, è fondamentale per capire quanto lavoro ci sia dietro la nascita e la crescita di un brand.

Spesso dimentichiamo (o forse ignoriamo) che dietro al prezzo di una borsa, non c’è solo il costo dei materiali, ma tanto altro:

  • Ricerca e sviluppo
  • Design
  • Manodopera
  • Accessori
  • Packaging
  • Stoccaggio
  • Marketing e comunicazione
  • Distribuzione

Tutte queste voci hanno dei costi, più o meno alti in base al budget impostato al principio, ma comunque impattanti sul prezzo finale del prodotto.

E un brand che ha intenzione di crescere non può pensare di tralasciare qualcosa.

Fotografia per la vendita: a cosa serve il fotoritocco?

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Riccardo Ossola ha iniziato a ritoccare le foto quando aveva appena 17 anni; mi ha raccontato che frequentava il liceo e un’azienda locale di anti-furti gli chiese di occuparsi di alcune immagini; lui accettò.

Non sapeva ancora cosa fosse photoshop. Ma non si perse d’animo.

Iniziò a smanettare con il programma di fotoritocco, cerando di capire come usarlo. Quel lavoro lo appassionò molto, oltre a fargli guadagnare la sua prima banconota da 50mila lire.

Ma forse la vera ricompensa fu quella di aver incontrato la sua passione, e il lavoro che avrebbe fatto parte della sua vita.

Qualche anno dopo, Riccardo iniziò a lavorare per un’agenzia locale di stampa e grafica; i clienti erano per lo più commercianti di zona che trattavano prodotti di abbigliamento.

Era diventato abbastanza bravo nella post-produzione fotografica, e i clienti erano molto contenti delle immagini finali; non pensavano certo che un capo potesse essere così valorizzato da una fotografia!

Invece è proprio così.

La post-produzione ha il compito principale di valorizzare il prodotto e i suoi “punti di forza”. 

Anche quando siamo di fronte ad una fotografia di alta qualità e ben fatta, è comunque necessario lavorare sull’immagine, rafforzandone il valore: agire sulla luce che cade e riflette sul prodotto, per esempio; oppure lavorare sui dettagli per delinearne le peculiarità.

La sensazione deve essere quella di “avere tra le proprie mani” la borsa o la scarpa che stiamo guardiamo su un sito e-commerce.

Per cui, il lavoro di “fotoritocco” è imprescindibile per la vendita on line; fotografo e post produttore dovranno lavorare costantemente assieme, per far sì che le immagini finali siano un prodotto di qualità.

Può capitare di imbattersi in gravi errori di post-produzione anche su siti abbastanza autorevoli, come per esempio i marchi di lusso: un oggetto che non combacia con la sua ombra, una luce che annienta le linee, un’evidente sovrapposizione di immagini…

Sono tutti errori comuni che un occhio esperto avverte in pochissimi secondi.

Ma sono errori evitabili.

  • Cosa fare prima di ingaggiare un team fotografico?

Prima di tutto, capire qual è il suo ambito lavorativo.

Possiamo avere di fronte un fotografo eccellente, il primo della classe, ma magari è specializzato nel food, oppure nelle cerimonie.

Pertanto, se noi vendiamo scarpe, questo professionista non fa al caso nostro!

Infatti, il primo passo è vedere il suo portfolio, cioè i lavori di cui si è occupato in passato e quelli di cui si occupa nel presente.

Poi, valutare se è un freelance, ossia se lavora da solo o, invece, possiede un team di collaboratori. Questo andrà a influire, sicuramente, sui tempi di consegna, dal momento che una squadra collaudata può lavorare più rapidamente.

  • Quante foto di ogni prodotto?

Secondo un recente studio, il numero di fotografie presente sul nostro e-commerce influisce sulla vendita dei prodotti.

Il numero minimo di foto consigliate per ogni singolo prodotto è tre; ma quanti più dettagli saranno presenti, tanto più le possibilità di acquisto crescono: è stato calcolato che ogni dettaglio fotografato può aumentare le vendite di circa il 5%. E non è una cifra irrisoria!

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  • Cosa guardare per capire se l’immagine è di qualità?

La prima cosa su cui soffermarsi per capire se un’immagine è di qualità è la risoluzione. Più riesci a zoommare la foto, entrando nei dettagli, più la qualità dell’immagine è alta.

Una buona risoluzione, infatti, ti permette di ingrandire la foto senza  che l’immagine si “sgrani”, così da poter vedere da vicino tutti i dettagli del prodotto.

  • Non solo immagini: le tre componenti della comunicazione

Le immagini sono vitali per il successo della vendita on line. Ma, da sole, non riuscirebbero a portare traffico sul nostro e-commerce.

Il messaggio visivo dovrà, necessariamente, essere affiancato da altre componenti: il copywriting persuasivo e un sito web performante.

L’esperienza dell’utente sul sito web è fondamentale: la facilità d’acquisto, la navigazione intuitiva e una grafica “usabile” fa sì che l’acquisto sia semplice e veloce. Così come una frase ad effetto o una storia ben raccontata, tramite il copywriting, induce il visitatore a superare i dubbi e a comprare il nostro prodotto.

 

È importantissimo capire cosa c’è dietro ai prodotti che troviamo on-line. Soprattutto per non prendere cantonate!

Un marchio che si preoccupa di investire nel marketing e nella comunicazione, è un marchio che tiene a cuore la qualità.

Non si sceglie di investire se alla base non c’è un prodotto di valore. Perché il rischio sarebbe quello di perdere tutto.

Ed è per questo che scelgo, ogni giorno, di portarti con me nei retroscena della produzione e della vendita: per comunicarti il valore della filiera legale e delle persone che ne fanno parte. Dal singolo artigiano, ai professionisti della comunicazione, passando per i fornitori e i piccoli negozi di quartiere.

Guarda subito la mia intervista a Riccardo Ossola su youtube!

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