LABEL ROSE: UN NUOVO ZAINO NELLA MIA COLLEZIONE! COSA NE PENSO?

Label Rose è il progetto di una giovane napoletana, appassionata di moda e di stile, che non ha avuto paura di cambiare totalmente la sua vita.

La storia di Francesca Ammaturo, ideatrice del brand che conosceremo oggi, apre uno squarcio nell’universo delle opportunità:

“Alcune storie non accadono mai per caso e sembrano essere frutto di un fortunato disegno del destino sin dall’inizio, in un concatenarsi di coincidenze, decisioni e predisposizioni che cambiano di colpo il corso degli eventi e lasciano intravedere il percorso giusto da seguire.”

Con queste parole inizia l’avventura Label Rose raccontata anche sul sito ufficiale del marchio.

Un sito che ho trovato ben fatto, intuitivo e molto comunicativo.

La nostra giovane imprenditrice, come me, è cresciuta in azienda. Il padre si occupava di abbigliamento e lei amava girare per le stanze della creazione, fingendo di essere una “stilista acclamata”.

Conosco molto bene la sensazione che si prova quando ti stai innamorando di qualcosa; qualcosa che non lascerà mai la tua vita.

Conosco le giornate in cui perfino gli odori riescono a scandire il tempo: anche io sono cresciuta in fabbrica, giocando con mio fratello e coi grossi rotoli di pelle grezza. Probabilmente, come racconta Francesca, anche io facevo più domande del dovuto ai collaboratori dei miei genitori. E, oggi, alcuni di loro fanno ancora parte della mia famiglia allargata: la mia azienda.

Produco borse conto terzi a Napoli, dedicandomi al Made in Italy che tanto amo e alla nostra pelletteria.

Oltre a produrre borse per altri, mi appassiona scoprire nuovi brand e le storie che si portano dietro.

Quando due amiche della rete mi hanno suggerito di comprare una borsa Label Rose, mi sono subito incuriosita al marchio, anche perché napoletano.

I tuoi consigli sulle borse da recensire sono fondamentali per la mia attività sul web: ogni borsa che andiamo a conoscere da vicino è una nuova Storia. E soprattutto è un’alternativa sana al mercato che combattiamo, quello della Contraffazione.

Siamo circondate da meravigliosi progetti giovani, da tantissime borse autentiche, da marchi che hanno un’anima. Perché mai preferire l’illegalità e lo sfruttamento delle nostre terre?

Sono certa che tu sei con me!

Per questo, andiamo a scoprire com’è nato Label Rose e qual è l’ avventura di Francesca.

Ti ricordo che le mie Recensioni Non sono sponsorizzate da nessuno: non prendo né soldi né regali, per essere Libera di accendere le luci che voglio, sulla filiera legale.

LABEL ROSE: STORIA DI UNA BALLERINA CHE RINUNCIA A TUTTO, MA NON A SE STESSA

Quale sogno avevi da bambina?

Io ne ho avuti tanti. Ma c’era sempre un filo conduttore che legava il tutto; anzi due: la pelletteria e la comunicazione. Così ho unito le mie passioni Parlando di Pelletteria in Rete. 

La storia di Francesca Ammaturo, 25 anni, è un po’ diversa. Da bambina sognava di diventare designer della moda, immergendosi nella varietà di colori e nei ritagli di stoffa che trovava nell’Ufficio Stile dell’azienda familiare.

La moda è una passione che l’accompagnerà sempre; ma non l’unica. Infatti, in parallelo, inizia ad avvicinarsi ad un altro mondo, anch’esso intenso: quello della danza.

A soli 15 anni decide di trasferirsi a Roma, lontana dalla famiglia e dagli amici, per studiare all’Accademia Nazionale di Danza.

Dopo solo un anno, fu la volta di Dresda, in cui la giovane si trasferì per continuare gli studi di danza: dopo 3 anni, riuscì  a conseguire il titolo di “Bachelor of Art”, ottenendo due contratti di lavoro come ballerina di danza classica.

A soli 19 anni, Francesca era una ballerina semi-solista di teatro, in Repubblica Ceca.

Tuttavia, le mancava qualcosa.

Dopo un’intera adolescenza di sacrificio per il raggiungimento del suo obiettivo e la lontananza dalla famiglia, iniziò a riflettere sul futuro. Non aveva completato la maturità scolastica per dedicarsi alla danza e la sua vita sociale era costantemente “spezzata” dai continui trasferimenti.

Così, la giovane ballerina decise di lasciare la danza e di tornare nella sua Napoli.

Fu una decisione lunga e ponderata, ma della quale, scrive, non si è mai pentita.

Una volta a casa, riuscì a prendere il diploma e a laurearsi in Management delle Imprese Internazionali. Nel frattempo, stava nascendo il suo progetto di moda: Label Rose. La passione di quella bambina non era mai scomparsa.

Il ritorno a Napoli e le nuove amicizie la portarono a frequentare, di tanto in tanto, ragazze piuttosto benestanti. Quel tipo di donne sempre cool e appassionate di tendenza.

Però ciò che saltò agli occhi di Francesca era la presenza costante di borse griffate, che richiamavano loghi prestigiosi e prezzi indubbiamente “importanti”.

Da qui, l’idea di creare accessori eleganti e di tendenza che però fossero anche abbordabili sotto il profilo economico: in pratica, una borsa stilosa ma alla portata di tutte.

Il design delle borse Label Rose è minimale ed elegante, richiamando i toni del contemporary chic; il marchio sottolinea la volontà di creare una borsa giornaliera ma di classe. Ci riesce?

Label Rose è un bel progetto e punta a diventare qualcosa di più grande: l’idea mi piace, ma senza dubbio c’è ancora da migliorare.

Vediamo insieme la mia nuova borsa!

LABEL ROSE: ECCO IL MIO ZAINO

label rose

Ho comprato il mio zaino Label Rose direttamente sul sito e mi è arrivato in pochi giorni. L’ho pagato 50,00 euro.

Il modello è lo ZAINO CELIA BEIGE, in Finta Pelle (anche se sul sito dice Ecopelle) e camoscio, della linea Safari: ha una patta esterna con 2 clip calamitate, due taschini frontali con calamita e una zip sul retro, più due tracolline.

La borsa mi è arrivata in una grande scatola marrone, avvolta in una flanellina semi-trasparente: il packaging non è stato, in sostanza, molto curato; inoltre l’interno della borsa è “riempito” con fogli di giornale accartocciati, anziché la carta bianca (velina) da riempimento.

Questo particolare è un po’ vintage: quando ero piccola e vivevo la fabbrica dei miei genitori, si usavano i fogli di giornale per imbottire le borse di pelle. E ricordo che l’addetta a questo tipo di lavoro, a fine giornata, si ritrovava con le mani completamente ricoperte di inchiostro.

All’epoca l’attenzione per alcuni dettagli non era una priorità: si dava più importanza al prodotto e alla vendita, rispetto al contorno. Adesso, invece, certi dettagli rappresentano l’essenza di un progetto.

Ma Label Rose è un brand giovane e dinamico, alle prese con uno studio continuo e appassionato. Per cui, si tratta solo di tempo.

Con la borsa, mi è arrivato un libricino che mi illustra i prodotti del brand e un paio d’orecchini in regalo: un gesto molto carino!

Tra l’altro ho parlato con Francesca Ammaturo tramite instagram e l’ho trovata una donna molto determinata, soprattutto nello sviluppare al meglio il suo marchio.

Vediamo i DETTAGLI del mio zaino:

  • Il mio zaino è molto leggero il design mi piace molto;
  • Guardo qui e lì il mio zaino e noto subito dei fili volanti, in prossimità della maniglia e in altri punti;

LABEL ROSE

  • All’interno, trovo due tasche utili, una delle quali con la chiusura lampo;

label rose

  • Trovo anche l’etichetta di provenienza: MADE IN CHINA.  In effetti, Francesca mi ha informato che parte della produzione viene fatta all’estero, mentre il resto in Italia; i prodotti di Vera Pelle sono fatti, nello specifico, in Toscana, mentre quelli sintetici (finta pelle) in Cina;
  • Giro lo zaino tra le mani e noto dei pelucchi un po’ovunque, che tuttavia vanno via facilmente;
  • Noto una sbavatura di tintura su una delle tasche esteriori e un piccolo forellino sulla facciata dello zaino;
LABEL ROSE
Sbavature/ tracce di tintura
  • Una delle caratteristiche che mi piace di più è il tipo di chiusura, che si sviluppa all’interno.

label rose

Lo zaino Label Rose mi ricorda un’altro che ho già recensito: lo zaino Matt & Nat! Ricordi?

LABEL ROSE: IL MIO ZAINO È PROMOSSO?

Il mio zaino Label Rose, senza dubbio, presenta difetti evidenti, collegabili soprattutto alle rifiniture, cioè ai dettagli, i quali risultano poco curati: dalle sbavature di tintura, ai fili volanti, fino alla presentazione del prodotto, si tratta di piccoli particolari che non passano inosservati.

Ma siamo di fronte ad un marchio fresco e in evoluzione: Label Rose è un work in progress pieno di energie e ambizione; mi piace molto l’approccio della giovane designer che non smette mai di abbracciare le sue sfide e di raggiungere i suoi obiettivi.

Questa determinazione, senza dubbio, porterà il suo brand verso nuove visioni e un’alta qualità.

L’intenzione del marchio, infatti, è quello di creare un franchising attorno all’offerta Label Rose; anche questa potrà essere un’idea vincente e ben indirizzata.

Il rapporto qualità / prezzo è molto soddisfacente e credo sarà una borsa molto funzionale!

LA MIA BORSA È DUNQUE PROMOSSA, MA CON UN RIMANDO A SETTEMBRE!

Sostenere i brand come Label Rose significa sostenere le nostre aziende e il loro know how; significa premiare la creatività dei nostri giovani talenti, incitandoli a non mollare mai.

Compra sempre borse originali e scegli di supportare le persone che lavorano onestamente come te!

I VOTI

CUCITURE 4
TINTURA 3
RIFINITURE 2 1/2
RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO 4 1/2
UTILITÀ 4

GUARDA IL VIDEO DELLA MIA RECENSIONE ALLA BORSA LABEL ROSE!

SCRIVI QUI SOTTO PER DIRMI SE ANCHE TU HAI COMPRATO UNA BORSA LABEL ROSE E COME L’HAI TROVATA!

SCRIVIMI PER SUGGERIRMI UN’ALTRA BORSA DA RECENSIRE!

LABEL ROSE

GRAZIE PER IL TEMPO CHE MI HAI DEDICATO.

LEGGI ANCHE:

EMOZIONI IN LIBERTÀ: LA BORSA CHE PROFUMA DI SALENTO. LA MIA RECENSIONE

GIANNI NOTARO, UNA BORSA MADE IN NAPOLI. LA MIA RECENSIONE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *